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Milano Golasecchiana

Milano, fodnata dai Celti Golasecchiani: le tracce archeologiche.

Scrive Anna Ceresa Mori (Le origini di Milano, in 3° Convegno Archeologico Lombardo - La Protostoria in Lombardia, Atti del Convegno, Como, Villa Olmo 22-23-24 ottobre 1999, pagg. 368 segg.), importante funzionaria della Sopraintendenza Archeologica Lombarda, docente all’Università degli studi e protagonista delle campagne di scavo a Milano negli ultimi anni:

“L’area presumibile dell’insediamento del periodo di Golasecca IIIA, di un’estensione pari a 12 ettari, ottenuta collegando i ritrovamenti del V secolo a.C., comprende la zona attorno alla piazza del foro, corrispondente all’attuale Biblioteca Amrosiana, tra le piazze Pio XI e S. Sepolcro, e quella tra via Meravigli, Piazza del Duomo e via Valpetrosa.
Essa è vicina per estensione a quella dell’insediamento preromano di Brescia, stimato di 15 ettari. Lo sviluppo di questo centro (MIlano) doveva essere legato alla sua posizione strategica tra le Alpi e il Po, il Ticino e l’Adda …
(si possono) riconoscere … i lavori di ristrutturazione urbanistica e ricostruzione, effettuati tra la fine del II secolo a.C. e l’inizio del successivo (dunque a cavallo degli anni 100 a.C.) …
.. non è possibile dire molto sulle caratteristiche dell’insediamento protourbano del IV-II sec. z.C. che probabilmente, come suggerisce la dislocazione di reperti ceramici residuali, coincideva con quello del V secolo a.C. per collocazione ed estensione, o lo superava di poco. … Si può ipotizzare la presenza di un fossato difensivo che, che parrebbe corrispondere, verso sud, alla depressione visibile nella sezione NE-SW, dopo la via Valpetrosa, in corrispondenza delle mura repubblicane.
Un fossato con sezione a V e tracce di palizzata lignea lungo il lato nord, riferibile al II sec. a.C., rinvenuta sotto la sede stradale dell’attuale via Moneta, doveva circondare un edificioo un gruppo di edifici di particolare importanza all’interno dell’oppidum.
Il ritrovamento di ceramiche di IV-III secolo a.C. in via Conca del NAviglio fa supporre la presenza di insediamenti minori collegati all’oppidum, probabilmente lungo importanti direttrici viarie.
Con il vasto interento di ristrutturazione urbanistica, che inizia alla fine del II secolo a.C. la città si espande fino a raggiungere l’estensione che sarà definita in epoca cesariana della cortina difensiva, corrispondente a circa 80 ettari.
Sembrano dimostrarlo le tracce di costruzioni in legno riscontrate in alcuni scavi: via Moneta, Biblioteca Ambrosiana, piazza Missori, via S: Margherita, via S. Maria Fulcorina, PIazza Duomo, via S. Maria Pedone.
Partendo da una superficie di 12 ettari, o fors edi poco superiore, nel V-III secolo a.C. … l’insediamento sembra estendersi fino ad 80 ettari in un arco di tempo abbastanza breve, tra la secodna metà del II secolo a.C. e l’inizio del I secolo a.C.
All’inizio di tale trasformazione sembra essere un concorso di circostanze favorevoli: l’inizio di un periodo di pace dopo la vittoria romana del 197 a.C. e la ratifica di foedera (equa, senza sottomissione - n.d.r.) tra gli Insubri e i Romani, il consolidarsi di legami tra Roma e le aristocrazie indigene e una conseguente accellerazione del processo di assorbimento di nuovi modelli culturali. Non a caso proprio alla fine del II secolo a.C. si registra a Mediolanum l’inizio delle produzioni locali di ceramica a vernice nera.
Lo scavo che meglio può illustrare il MUTAMENTO GRADUALE delle tecniche edilizie e LA CONTINUITA’ DELL’IMPIANTO URBANISTICO è quello di via Moneta. Nel passaggio dalle costruzioni su fondazioni in ciottoli della fase II, della fine del II secolo a.C., realizzate in legno o legno e terra, alle strutture cont ecniche a telaio, in opus craticium, della fase III, a quelle su fondazioni a strati della fase VI, l’orientamento degli edifici viene costantemente rispettato.
.. L’assetto urbanistico doveva essere stato condizionato, nella sua configurazione di epoca romana, dall’organizzazione spaziale dell’oppidum insubre. Essa a sua volta era definita dalla presenza di canali e delle importanti vie di comunicazione terrestri che, dipartendosi a raggiera dal centro dell’abitato, ne facevano un fondamentale nodo di traffici commerciali già in epoca protostorica”.

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