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  • Ariosto rivisto da Vivaldi

    Bisognerebbe perseguire penalmente chi accosta il nome di Antonio Vivaldi esclusivamente alle annose “Quattro Stagioni” concertistiche.

  • Mitsuko Uchida interpreta Mozart

    In quel meraviglioso crogiuolo che sono i concerti per pianoforte e orchestra di Mozart, spiccano sicuramente il n. 23 K. 488 e il n. 24 K. 491, composti entrambi nel marzo del 1786 dal genio salisburghese.

  • I concerti per organo di Händel

    Solo i geni della musica avrebbero potuto conciliare uno strumento “assoluto” come l’organo con un’orchestra barocca, formata soprattutto dagli archi. E tra questi geni ce n’è uno che risponde al nome di Georg Friedrich Händel.

  • Gli oratori di Jan Dismas Zelenka

    A Dresda, nella prima metà del XVIII secolo, per volontà di Maria Giuseppa d’Asburgo, moglie di Augusto III di Polonia, si affermò un genere musicale denominato “Oratorio al Sepolcro”.

  • I concerti per tastiera di Paisiello

    Dopo la pubblicazione del primo volume, che conteneva i concerti n.2 e n.4, la Naxos, ha pubblicato il secondo disco dedicato agli otto concerti per tastiera e orchestra di Giovanni Paisiello, uno dei maggiori esponenti della cosiddetta scuola napoletana.

  • La “Creazione” di Haydn

    Composto tra il 1796 e il 1798, l'oratorio in tre parti “Die Schöpfung” (La Creazione) per soprano, tenore, baritono, coro e orchestra rappresenta uno dei vertici di Franz Joseph Haydn e una delle pietre miliari di tutta la storia della musica colta occidentale.

  • Le “Quattro stagioni” pianistiche

    Le “Quattro stagioni” di Antonio Vivaldi rappresentano con altre composizioni, come le “Variazioni Goldberg” e i “Concerti Brandeburghesi” di Bach, la Quinta sinfonia di Beethoven e la “Cavalcata delle Valchirie” di Wagner, delle vere e proprie icone simboleggianti l'incarnazione della cosiddetta “musica classica”.

  • Il cantore di Edgar Allan Poe

    Nonostante il cambiamento dei gusti musicali, degli stessi linguaggi che sovrintendono l’espressione musicale, ci sono compositori che restano fedeli ad una loro visione artistica, anche quando quest’ultima è in netta contraddizione con i tempi, decisamente “old-fashioned”.

  • I quartetti per pianoforte del Beethoven quindicenne

    Come si diventa un genio musicale? Quali sono i segni premonitori per comprendere la nascita di un compositore destinato a lasciare un marchio indelebile nella storia della musica?

  • Nell'universo sonoro di Janáček

    Abbiamo già avuto modo di parlare di un'iniziativa portata avanti dall'etichetta discografica Naxos, che ha deciso d'intraprendere la registrazione delle suite orchestrali tratte dalle maggiori opere liriche di Leóš Janáček, considerato giustamente da molti il maggior operista del Ventesimo secolo.