Questo sito contribuisce alla audience di

Gaetano Donizetti

Biografia

Nacque a Bergamo il 1797, in una famiglia tutt’altro che benestante e oltretutto numerosa. Riuscì a coltivare lo studio della musica nella scuola caritatevole dove ebbe la fortuna di beneficiare, dal 1806 al 1815, dell’insegnamento di Simone Mayr,che s’interessò a lui con molto affetto e ne favorì le prime affermazioni.
Grazie a Mayr, che potè apprezzare i suoi primi lavori scolastici come compositore,entrò al liceo musicale di Bologna diretto da padre Martini;qui studiò dal 1815 al 1817, dedicandosi alla composizione scrivendo sinfonie, arie, musica sacra, e le sue tre prime opere: “Il Pigmalione, “L’Olimpiade e “L’Ira di Achille”, che non vennero mai rappresentate.Nel 1818,lasciato il Conservatorio bolognese, scrisse la cantata “Il ritorno di primavera”.
Ritornato a Bergamo compose per la scuola di Mayr l’operina”I piccoli virtuosi ambulanti”;venne rappresentata nel 1819 a Bergamo e preceduta da altre due opere:”Enrico di Borgogna” e “una follia”. Queste due prime opere, come le altre immediatamente successive “Pitro il grande” e le ” Nozze in villa” non ebbero grande successo,per questo D. dovrà attendere fino al 1822 quando manderà in scena “Zoraide di Granata” a Roma. Dopo il trionfo romano partì per Napoli( fù in questa occasione che incontrò Rossini) dove mando in scena “La Zingara”, fu un trionfo che destò l’ammirazione anche di Bellini.
Donizetti decise di trasferirsi a Napoli perchè conquistato da questa città e questo gli valse l’ostilità dell’ambiente musicale milanese e bergamasco tanto da veder venire disprezzate le sue opere: “Chiara e Serafina”, “I pirati”, Ajo nell’imbarazzo”.
Dal 1824 al 1830 di dedicò quasi totalmente ai reali teatri napoletani.
Vi fùrono tre allontanamenti momentanei : il primo a Palermo nella quale diresse il Teatro Carolino e lì presentò, nel 1826 ,”Alahor in Granata” ; il secondo a Roma, tra il 1827 e il 1828, per rappresentare “Olivo e Pasquale”; il terzo,dopo il matrimonio con la cantante e pianista Virginia Vasselli nel 1828, a Genova dove presentò “La regina di Golconda” che non raccolse notevoli consensi dal pubblico.
Da questo momento in poi ci fù il trasferimento definitivo a Napoli dove divenne direttore dei Reali teatri,carica che conservò fino al 1838. Fu un periodo molto intenso:come artista ormai era ampiamente apprezzato e nella vasselli aveva trovato la compagna ideale, ma furono anche anni di dolore a causa della morte precoce di alcuni figli e l’affiorare,con fortissimi dolori,di quel male che pur non essendo mai diagnosticato,l’avrebbe portato alla fine prematura.
Fu anche il periodo dei grandi trionfi sancarliani e della rinconciliazione con i milanesi tramite “Anna Bolena”un successo seguito da altri quali “Ugo conte di Parigi” e con “Elisir d?amore”,entrambi del 1832.
Nel 1833 ennesimo successo a Firenze con “Parisina” (ai fiorentini diete anche immediatamente “Rosmonda d’Inghilterra) . Nel 1833 ancora alla Scala per la messa in scena dell’ opera “Lucrezia Borgia”; fu proprio durante le prove che decise di apportare alcune modifiche dalle quali trae origine la moderna disposizione dell’orchestra. Quest’opera è preceduta da due per Roma:”Il furioso all’isola di San Domingo” e il “Torquato Tasso”.
Anche se affaticato per l’eccessivo lavoro segue ancora una produzine incessante d’opere:L’op.”Mari Stuarda (preceduta da un’incompiuta Adelaide) che,preceduta dalla “bolena” e seguita da “Robero Devereux avrebbe composto quello che oggi è definita la trilogia inglese; nel 1835 “puritani” , “Marin Faliero”,”Lucia di Lammermoor”.
Dopo di chè ci fù un crollo fisico dell’artista sempre più provato dal male oscuro,ma subito una ripresa nell’anno successivo, il 1836, con la nascita delle opere:”Belisario,”il campanello”, “Betly” , l”Assedio di Calais”.
Quello stesso anno divenne professore nel Reale Collegio Musicale di Napoli,dove era direttore Zingarelli;si dimostrò un insegnante egregio e venne molto apprezzato,anche per questo la delusione fù grande quando,morto Zingarelli, venne nominato Mercandante come successore alla direzione del collegio. A questa delusione si aggiunsero , in pochi anni, eventi luttuosi:nel’36 la morte di entrambi i genitori e una figlia, nel ‘37 la morte della moglie e dell’ultimo figlio.
Decise di lasciare Napoli e l’ultima opera messa in scena nella città che così bene lo aveva ospitato fu il “Roberto Devereux”(1837). Si trasferi a Milano dove venne ricercato da ambienti mondani e aristocratici e dove visse il suo intimo legame con la contessa Appini,una delle donne più in vista nel milanese.
In quel periodo fu molto richiesto a Parigi dove rappresentò :”La fille du regiment”, “Ange de Nisda”(la prima versione della Favorita), “Les Martyrs”(versione francese del Poliuto). Alla scala,sempre nello stesso periodo presentò “La Maria Padilla”, e la versione italiana della “favorita”; a Roma “l’Adelia”.
Nel 1842 Rossini entusiasta della qualità direttive di D. gli offri il posto di direttore del liceo musicale di Bologna ma le trattative non andarono a buon fine per il disinteresse del musicista che preferì la carica di di Imperial real compositore d camera e direttore dei concerti privati de S.M. Imperiale a Vienna.Per Vienna compose due op.: “Linda di Chamounix(1842) e la”Maria di Rohan”(1843). Sempre nel’43 per Parigi “Don Pasquale e l’ultima op delle 74 donizettiane:”Dom Sebastien roi de Portugal.(Completa il catalogo delle op. donizettiane “La Fidanzata”,che restò incompiuta”
L’ultimo sforzo fù dedicato a Verdi mettendo in scena “Ernani” nel 1844 a Vienna.Nel 1844 ci fu ù il congedo definitivo dal San Carlo con”Caterina Cornaro”.
Nel 1845 la sua salute peggiorò e subì una paralisi cerebrale che lo portò due anni dopo alla morte,il 6 ottobre 1847 a Bergamo.