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La nascita dell'opera lirica - Prima parte

24 febbraio 1607. Per molti questa data corrisponde all'atto ufficiale della musica lirica, quando alla corte di Mantova Claudio Monteverdi presentò "L'Orfeo", la sua "favola in musica" su libretto di Alessandro Striggio figlio.

Copertina del disco di Caccini24 febbraio 1607. Per molti questa data corrisponde all’atto ufficiale della musica lirica, quando alla corte di Mantova Claudio Monteverdi presentò “L’Orfeo”, la sua “favola in musica” su libretto di Alessandro Striggio figlio. In realtà, per risalire alle origini di questo genere musicale, bisogna tornare indietro nel tempo di sette anni, quando a Firenze, il 6 ottobre 1600, in una sala di Palazzo Pitti, il compositore Jacopo Peri, in occasione delle nozze del re Enrico IV di Francia con Maria de’ Medici, presentò “L’Euridice” nel cosiddetto “Stile Rappresentativo”.

Ma se proprio dovessimo attenerci, non tanto alla data di rappresentazione, bensì a quella della stampa della partitura (che attesta in tutto e per tutto la composizione di un’opera), allora ci renderemmo conto che “L’Euridice” di Jacopo Peri, su libretto di Ottavio Rinuccini, che fu pubblicata solo il 6 febbraio 1601, viene preceduta da un’altra “L’Euridice” di un grande musicista laziale, Giulio Caccini (1571 - 1618), basata sullo stesso libretto, che fece stampare la sua “favola musicale” il 20 dicembre 1600, anche se poi fu rappresentata, per la prima volta, quasi due anni dopo, il 5 dicembre 1602, sempre a Palazzo Pitti.

E, tornando ai nostri giorni, se de “L’Orfeo” di Monteverdi non si contano le incisioni, soprattutto quelle condotte secondo le più aggiornate ricerche filologiche (tre su tutte, quella pioneristica di Jürgen Jürgens per l’“Archiv”, quella di Gabriel Garrido pubblicata dalla casa discografica “K617″, e quella di Sergio Vartolo edita da “Brilliant Classics”), e de “L’Euridice” di Jacopo Peri si devono ricordare dapprima la “storica” edizione diretta da Angelo Ephikrian, ripubblicata nel 1997 in cd da “Rivo Alto” e quella di Roberto De Caro, registrata da “Arts”, per ciò che riguarda la primissima opera lirica mai stampata, appunto quella di Caccini, fino ad oggi non era mai stata effettuata una registrazione discografica.

Ora, questa gravissima lacuna è stata finalmente colmata dalla casa discografica belga “Ricercar”, specializzata soprattutto in un catalogo che raccoglie gemme, spesso e volentieri ingiustamente dimenticate, della musica rinascimentale e barocca. Ma si avrà modo di parlare con più accuratezza di questa registrazione nella seconda parte.