Arie da sfida

Di certo non è esagerato o fuori luogo definire oggi Daniela Dessì il soprano più rappresentativo del panorama canoro italiano.

Copertina del disco di arie verdianeDi certo non è esagerato o fuori luogo definire oggi Daniela Dessì il soprano più rappresentativo del panorama canoro italiano. Una supremazia vocale che l’artista genovese ha saputo non solo conquistare grazie a una saggia scelta dei ruoli da rappresentare nel corso della sua carriera, che ha preso avvio negli ultimissimi anni Settanta, ma anche grazie a una voce che nel corso del tempo si è sempre più affinata, facendo di lei uno dei punti di riferimento assoluto del belcanto internazionale.

Foto del celebre soprano genoveseD’altronde, che cosa si chiede a un artista, quando è all’inizio di una più che promettente carriera? Quella di fare delle scelte intelligenti, di puntare progressivamente, nel corso del tempo, a ruoli sempre più difficili e impegnativi. E in ciò Daniela Dessì (nella foto) ha sempre dimostrato di possedere questa lungimiranza artistica, partendo dal Settecento di Cimarosa, Paisiello, Salieri e Mozart per poi approdare al grande Ottocento italiano, nel “Guglielmo Tell” di Rossini, nella “Lucrezia Borgia” di Donizetti fino al Verdi di “Ernani” e de “Il Trovatore”. E poi Puccini, con “La Bohème”, “Turandot”, “Madame Butterfly”, “Tosca” e “Manon Lescaut” (tanto da essere considerata, ormai, la migliore Cio Cio San in circolazione per intensità interpretativa e purezza timbrica) e, naturalmente, gli autori veristi, ne “I pagliacci” di Leoncavallo, ne l’”Adriana Lecouvreur” di Cilea e nella “Fedora” di Giordano.

Immagine dell'orchestra parmensePoco tempo fa, Daniela Dessì ha registrato un cd, per l’etichetta Decca, dedicato alle grandi arie cantate dalle eroine del teatro musicale di Giuseppe Verdi. Accanto a lei il direttore Steven Mercurio e l’Orchestra della Fondazione Toscanini (nella foto a fianco). Una compilation che ha rappresentato, indubbiamente, una sfida non indifferente per la scelta delle arie e per la varietà dei ritratti psicologici di personaggi che andavano da Lady Macbeth nella splendida “La luce langue” alla Leonora de “Il Trovatore” in “Tacea la notte placida”, da Amelia di “Un ballo in maschera” in “Ecco l’orrido campo” alla Leonora de “La forza del destino” nella mirabile aria “Pace mio Dio” fino all’Aida in “O cieli azzurri”.

Ebbene, il soprano genovese non solo ha vinto la sfida, grazie a delle interpretazioni in cui lo spessore canoro ha saputo coniugarsi perfettamente alla resa psicologica dei vari personaggi, ma ha anche tracciato inevitabilmente un solco che dev’essere inteso quale termine di riferimento per ogni interpretazione futura per tutte quelle artiste che vorranno cimentarsi nello stesso ambito repertoriale. Non c’è quindi da stupirsi se la sera del 19 gennaio, Daniela Dessì aprirà il 2009 alla Scala con un recital, che vede in programma arie francesi e italiane, divise tra Gabriel Fauré, Claude Debussy e l’amatissimo Giacomo Puccini, con Marco Boemi al pianoforte.

Giuseppe Verdi “Daniela Dessì sings Verdi” Daniela Dessì - Tiziana Tramonti - Fabio Armiliato - Steven Mercurio - Orchestra della Fondazione Toscanini, Decca, 1 cd, tempo totale: 69,14 (distribuito in Italia da Universal Music Italia)

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