Cristina Ariagno (nella foto a fianco) è una raffinatissima interprete che ha deciso di specializzarsi proprio nella musica pianistica francese a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Tra l’altro, la pianista torinese ha inciso l’integrale dell’opera pianistica di Erik Satie (sempre per la Brilliant), oltre ad avere dedicato stimolanti interpretazioni di pagine di Debussy, Lili Boulanger, Jacques Ibert, Francis Poulenc e altri compositori francesi. Questa edizione della Brilliant rappresenta la riedizione delle registrazioni effettuate dalla casa discografica Timpani nel 2002 per ciò che riguarda la musica cameristica (con la partecipazione di Massimo Marin e Manuel Zigante) e nel 2003 per la musica pianistica.
Cominciamo dal secondo cd, quello dedicato alla musica da camera, con composizioni che abbracciano un lasso di tempo che va dal 1913 fino al 1973. Sessant’anni di tempo nei quali fondamentalmente Germaine Tailleferre rimase fedele alle proprie origini estetiche e musicali. Ne fa fede una composizione come il “Trio per pianoforte, violino e violoncello”, che risale al 1916 e revisionato nel 1978 dalla stessa musicista: un’opera che partendo da una dimensione espressiva che richiama alla memoria le pennellate timbriche di Maurice Ravel (nella foto a fianco), nell’ultima versione non si stacca dal sentiero intrapreso sei decenni prima, assimilandolo a una scrittura, semmai, più disincantata, più distaccata dall’aura tematica portata avanti da “I Sei”. Da ricordare anche due autentici gioielli stilistici e ironici allo stesso tempo, le Sonate n. 1 e n. 2 per violino e pianoforte, pagine terse e intrise di notevoli ricerche armoniche, nelle quali la voglia di vivere e la disperazione (due aspetti antitetici dei quali si nutrì la vita di Tailleferre) si uniscono nei tratti simbolici degli strumenti.
Nel primo cd, Cristina Ariagno, ci permette di conoscere, grazie alla sensibilità d’interprete che la contraddistingue, non solo la Tailleferre musicista, ma anche l’artista donna, in cui il tessuto musicale si riveste d’impalpabili sfumature, di scorci racchiusi in un battito di ciglio. La stessa durata delle composizioni, diverse delle quali non superano i due minuti, vogliono essere miniature sonore nelle quali la visione muliebre assume la valenza di propositi, di desideri, di autoritratti referenziali, nei quali la compositrice francese cercò sempre rifugio. Pagine quali “Fleurs de France”, “Partita pour piano”, “Au pavillon d’Alsace” si pongono quali veri e propri quadri d’insieme attraverso i quali Germaine Tailleferre ritaglia tavolozze di sentimenti e di emozioni da scoprire e rincorrere instancabilmente.
Sia la pianista torinese, sia Massimo Marin e Manuel Zigante risultano convincenti nel ricreare non solo la visione della compositrice francese, ma anche il sapore di un’epoca musicale legata indissolubilmente a quel momento storico, irripetibile e nostalgicamente affascinante. Anche la presa sonora è indubbiamente valida, permettendo di cogliere quelle sfumature timbriche di cui la pittura sonora di Tailleferre risulta così ricca e indispensabile.
Germaine Tailleferre “Musica pianistica e cameristica” Cristina Ariagno – Massimo Marin – Manuel Zigante, Brilliant, 2008, 2cd, tempo totale: 132,37 (distribuito in Italia da Jupiter Distribuzione Srl)

Andrea Bedetti








