Pierre Rode compose tredici concerti per violino e orchestra, diversi dei quali furono eseguiti dai maggiori virtuosi dell’epoca, tra cui lo stesso Paganini (che vediamo nel ritratto a fianco), come abbiamo già avuto modo di notare. Probabilmente, il più celebre è il numero 7 in la minore, composto quasi sicuramente nel 1803. Ciò che contraddistingue questo concerto, così come il n. 10 e, in parte, anche il n. 13 (quest’ultimo composto da Pierre Rode circa sei anni prima della morte) è l’estrema cantabilità che si esprime nei tre canonici tempi concertistici. Tempi che iniziano solitamente con un “Moderato”, per proseguire con un “Adagio” e finire con un rondò, che quasi sempre riserva gli aspetti più spiccatamente virtuosistici. Una cantabilità che coinvolge anche l’accompagnamento orchestrale, sempre pronto a dialogare, a intrecciare un rapporto dialettico con lo strumento solista.
Naturalmente, per rendere al meglio tali concerti l’interprete solista deve possedere non solo un ottimo bagaglio tecnico, in grado di affrontare con sicurezza le trappole virtuosistiche che Rode dissemina nel corso della partitura (a tratti sembra quasi di ascoltare un concerto paganiniano), ma dev’essere anche in grado di esprimere quella cantabilità, quel fraseggio così tipico della visione musicale del compositore francese. In tal senso, Friedemann Eichhorn (che vediamo nella foto sopra) supera ampiamente l’ostica prova interpretativa, restituendo un suono terso, sicuro, anche “bello” (come prescrive la scuola violinistica francese), in grado di restituire l’afflato virtuosistico dei tre concerti rodeiani.
Anche la compagine orchestrale tedesca, ottimamente diretta dal direttore uruguaiano Nicolás Pasquet (nella foto accanto), riesce ad essere convincente, perfettamente affiatata con lo strumento solista, alternando ad un suono marziale (tipico nelle composizioni orchestrali dell’epoca) sottili sfumature e tenui ricami nei tempi lenti. Peccato che la registrazione effettuata dai tecnici della Naxos, all’interno dello studio della SWR di Kaiserslautern, non sia all’altezza, in quanto il suono del violino, oltre ad essere fin troppo avanzato, tende a saturare il palcoscenico sonoro nel registro acuto. Inoltre, l’orchestra risulta alquanto compressa, non permettendo all’ascoltatore di godere appieno del piacevolissimo fraseggio espresso dalle partiture. Comunque, un disco da tenere presente, soprattutto da parte di coloro che amano la musica violinistica e vogliono conoscere meglio un autore ingiustamente finito nel dimenticatoio della storia musicale.
Pierre Rode “Concerti per violino n. 7, n. 10 e n. 13″ Friedemann Eichhorn - Nicolás Pasquet - Orchestra SWR di Kaiserslautern, Naxos, 1cd, tempo totale: 58,00 (distribuito in Italia da Ducale Snc)

Andrea Bedetti








