La spiritualità del violino

È stato un arduo e stimolante banco di prova l'ultima fatica discografica di Anne-Sophie Mutter, la primadonna del violino internazionale. Per l'etichetta Deutsche Grammophon, la violinista tedesca ha presentato, in prima assoluta, l'ultimo lavoro orchestrale della compositrice russa contemporanea Sofia Gubaidulina, dal titolo "In tempus praesens".

La copertina del cd Dg7È stato un arduo e stimolante banco di prova l’ultima fatica discografica di Anne-Sophie Mutter, la primadonna del violino internazionale. Per l’etichetta Deutsche Grammophon, la violinista tedesca ha presentato, in prima assoluta, l’ultimo lavoro orchestrale della compositrice russa contemporanea Sofia Gubaidulina, dal titolo “In tempus praesens”. Oltre a questo impegnativo e affascinante lavoro, la Mutter è tornata a incidere, a vent’anni di distanza, i due concerti per violino e orchestra d’archi di Johann Sebastian Bach. Un accostamento, questo, alquanto ardito, ma che la grande interprete ha motivato nell’accentuata spiritualità che coinvolge e unisce queste composizioni per violino.

La grande violinista tedescaPartiamo proprio dai concerti bachiani, che Anne-Sophie Mutter (nella foto a fianco) ha eseguito, con l’ottimo complesso dei “Trondheim Soloists”, utilizzando una particolare prassi esecutiva, come ha spiegato lei stessa nel libretto di presentazione al disco. Pur utilizzando corde in acciaio e non in budello, la violinista tedesca ha optato per un archetto come quelli utilizzati ai tempi di Bach. Il suono ottenuto con questo tipo di archetto, a contatto con le corde in acciaio, è stato alquanto particolare. Un tipo di suono che timbricamente se da un lato risulta più agile, più continuo, più legato, esaltando le tessiture melodiche dei due tempi centrali, dall’altro risulta più “trattenuto”, maggiormente più racchiuso, quasi fosse un suono “timorato di Dio”.

Il sommo Kantor tedescoCerto, rispetto all’incisione effettuata dalla violinista tedesca vent’anni fa, si avverte una maggiore maturità (e non potrebbe essere altrimenti), una maggiore vocazione ad un suono introspettivo, riflessivo, attento alle sfumature espressive, che l’ha portata a eseguire i due concerti di Bach (nel ritratto a fianco) con una partecipazione emotiva che sconfina, come ha affermato la stessa interprete tedesca, in una dimensione squisitamente spirituale. Da qui si può ben comprendere come l’interpretazione dei due concerti del sommo Kantor abbia fatto da testa di ponte per quello che la compositrice russa Sofia Gubaidulina ha espressamente creato e dedicato proprio ad Anne-Sophie Mutter.

La compositrice russaA mio avviso, la sorpresa più gradevole e artisticamente più rilevante si concentra proprio su “In tempus praesens” che la Mutter ha eseguito accompagnata alla direzione da Valerij Gergiev e dalla London Symphony Orchestra. Questo concerto, composto dalla Gubaidulina (nella foto a fianco) tra il 2006 e il 2007, vuole rappresentare una meditazione, una riflessione tra la dimensione spirituale del bene (rappresentato simbolicamente dai timbri acuti emessi dagli archi, dalle arpe e dalle tastiere) e quella del male (evocato dai timbri bassi degli ottoni e delle percussioni). Un concerto estremamente difficile da eseguire nella parte solistica e che permette ad Anne-Sophie Mutter di mettere in mostra il dominio assoluto che ha dello strumento. Tecnicamente la violinista è impeccabile, in grado di emettere un suono che, di volta in volta, si pone in contrasto o in dialogo con i vari settori orchestrali (resi al meglio dalla lettura tersa e implacabile di Gergiev). Anche la registrazione effettuata dai tecnici dell’etichetta discografica tedesca è all’altezza sia nei due concerti bachiani (dove il violino della Mutter è inserito adeguatamente tra gli altri archi), sia nel concerto della Gubaidulina, nel quale l’imponente massa sonora dell’orchestra resta sempre timbricamente distinta.

Johann Sebastian Bach - Sofia Gubaidulina “Concerti per violino e archi – In tempus praesens” Anne-Sophie Mutter - Valerij Gergiev - London Symphony Orchestra, Deutsche Grammophon, 1 cd, tempo totale: 63,47 (distribuito in Italia da Universal Music Italia)

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