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Nel regno del Belcanto

Con “I Capuleti e i Montecchi” Vincenzo Bellini entrò pienamente nella fase della maturità artistica. Composta nel 1830, quinta creazione della sua produzione, che precede di un anno “La sonnambula”, quest’opera, basata sul libretto di Felice Romani, debuttò a Venezia al Teatro La Fenice l’11 marzo 1830.

Il cd della Deutsche GrammophonCon “I Capuleti e i Montecchi” Vincenzo Bellini entrò pienamente nella fase della maturità artistica. Composta nel 1830, quinta creazione della sua produzione, che precede di un anno “La sonnambula”, quest’opera, basata sul libretto di Felice Romani, debuttò a Venezia al Teatro La Fenice l’11 marzo 1830. Contraddistinto da una purezza lirica che ne costituisce la cifra peculiare, tale da fare di questo titolo un emblema del Belcanto, “I Capuleti e i Montecchi” rappresentano un banco di prova per ogni soprano (che interpreta il ruolo di Giulietta) e contralto o mezzosoprano (quello di Romeo) di razza, oltre a necessitare di un direttore d’orchestra in grado di restituire le molteplici sfumature timbriche che si alternano nella delicatezza e nella drammaticità della partitura.

Il soprano e il mezzosopranoTre figure chiave sulle quali la Deutsche Grammophon, che ha recentemente pubblicato una nuova registrazione di quest’opera, ha voluto puntare moltissimo, ossia l’acclamatissimo soprano russo Anna Netrebko, il mezzosoprano lettone Elina Garanča (che vediamo insieme nel corso delle prove) e il direttore Fabio Luisi che, oltre a vantare una solida preparazione sinfonica (è uno degli attuali nomi di riferimento nel repertorio orchestrale tardoromantico) è anche un raffinato e attento conoscitore del mondo della lirica. Diciamo subito che l’operazione messa in campo dalla blasonata etichetta tedesca è stata coronata da un ottimo successo.

Il grande compositore cataneseA cominciare dalle voci delle due protagoniste e anche dei validissimi comprimari, dal Capellio di Tiziano Bracci al Tebaldo di Joseph Calleja e al Lorenzo di Robert Gleadow. Merito anche della serata scelta per la registrazione, avvenuta dal vivo a Vienna nell’aprile dello scorso anno, che ha visto Anna Netrebko calarsi perfettamente nel ruolo e dando prova di aver acquisito una padronanza rimarchevole nella sfera del puro Belcanto del compositore catanese (che vediamo nel ritratto a fianco). Voce cristallina, sempre limpida, emissione adeguata in grado di sfumare e di cangiare con sublime soavità e drammaticità, sono i segni caratteristici di questa performance, coadiuvata da una non meno brava Elina Garanča, anche lei sempre più versata in ruoli belcantistici.

Il direttore d'orchestra italianoDa non dimenticare la prova di Fabio Luisi (nella foto a fianco) a capo dei Wiener Symphoniker, autore di un’interpretazione tersa, psicologicamente approfondita e scandita da tempi adeguati per mettere (giustamente) in risalto cotante splendide voci. Anche il coro dei Wienersingakademie non è stato da meno, così come la registrazione, avvenuta nella Konzerthaus viennese, in grado di restituire la purezza delle voci senza risultare esageratamente fin troppo in avanti rispetto all’accompagnamento industriale. Non credo, a questo punto, di esagerare, definendo questa incisione dell’opera belliniana di assoluto riferimento discografico per ciò che riguarda il titolo in questione.

Vincenzo Bellini “I Capuleti e i Montecchi” Anna Netrebko - Elina Garanča - Tiziano Bracci - Joseph Calleja - Robert Gleadow – Fabio Luisi - Wiener Symphoniker – Wienersingakademie, Deutsche Grammophon, 2 cd, tempo totale: 127,36 (distribuito in Italia da Universal Music Italia)