Rappresentante di quella scuola direttoriale inglese che ha fornito tanti nomi illustri alla storia della musica a partire dalla seconda metà del XIX secolo, Adrian Cedric Boult, nato nel 1889 e morto nel 1983, è stato uno dei direttori più amati dal pubblico anglosassone e uno dei più attenti e fedeli interpreti del grande repertorio della terra d’Albione. Protagonista di una lunghissima carriera musicale, iniziata nel 1919 al Royal College of Music e terminata soltanto sessant’anni dopo, quando depose per l’ultima volta la sua lunghissima bacchetta (giunse al punto di dirigere con una che misurava ben ottanta centimetri!), Boult ha sempre rappresentato un preciso punto di riferimento per diversi compositori inglesi.
Tra i compositori con i quali Sir Adrian Boult (che vediamo nella foto a fianco) ebbe non solo una proficua collaborazione artistica, ma anche una sincera amicizia, spicca il nome di Ralph Vaughan Williams, di cui il direttore inglese registrò l’integrale delle nove sinfonie tra il 1967 e il 1969, un documento sonoro che resta ancora di fondamentale importanza per comprendere e apprezzare la variegata visione sinfonica del musicista. Ora, l’etichetta storica “BBC Legends” ha pubblicato proprio recentemente un disco con opere orchestrali dirette da Boult tra il 1966 e il 1972. Oltre ad una sinfonia di Vaughan Williams, la sesta in mi minore, e ad una delle pagine sinfoniche più celebri dello stesso compositore britannico, la “Fantasia su un tema di Thomas Tallis”, il cd presenta anche due “cammei”, “One Morning in Spring” di Patrick Hadley e “Mediterranean” di un’altra gloria musicale britannica, Arnold Bax. La registrazione finale, poi, potrà stupire chi non conosce l’arte e le predilezioni direttoriali di Boult, visto che riguarda la “Suite lirica” di Alban Berg.
Se l’interpretazione della “Fantasia” risulta meno calligrafica, meno ispirata rispetto a quella registrata in studio dallo stesso Boult nel 1975 e, soprattutto, meno visionaria ed emotiva rispetto a quella di Sir John Barbirolli (altro devoto interprete di Vaughan Williams), l’esecuzione della sesta sinfonia, avvenuta nel corso del “Centenary Concert” commemorante il centenario della nascita del compositore (nella foto sopra), risulta indubbiamente più convincente, più fedele allo spirito “dissonantico” della partitura, che Boult diresse in prima assoluta nel 1948. È in particolare l’ultimo tempo, il celeberrimo e inquietante “Epilogue: Moderato”, a trovare le giuste corrispondenze, con Boult che stacca un tempo nel quale l’apparente, iniziale melodia suadente si trasforma in un quadro allucinato, distorto, nel quale si annidano possibili incubi sonori. Il tutto reso adeguatamente dal suono della New Philharmonia Orchestra, docile nel seguire le indicazioni e i bruschi mutamenti dinamici voluti dal direttore britannico.
E se i due “cammei” di Hadley e Bax vengono resi in modo soddisfacente da Boult, ciò che rappresenta un’autentica, piacevole sorpresa è l’esecuzione della “Suite lirica” di Alban Berg (nella foto) che, come si è già detto, potrebbe stupire alcuni ascoltatori, tenuto conto delle scelte direttoriali del mentore di Vaughan Williams, il quale predilesse un repertorio votato soprattutto al tardo romanticismo europeo. Eppure, Boult fu uno dei primi a far conoscere in Inghilterra le opere dell’allievo di Schönberg, a cominciare dalla traumatica partitura del “Wozzeck”, che riscosse l’ammirazione dello stesso Berg. Registrata in studio nel 1966 con la BBC Symphony Orchestra, Boult propone un’interpretazione della “Suite lirica” in cui la frammentazione stilistica, la peculiarità dissonantica della partitura vengono “smussate”, quasi “addolcite”, restituendo ai tre tempi della composizione quel debito collegamento al tardo romanticismo tedesco di cui Berg fu indubbiamente debitore, così come lo stesso Schönberg. Peccato per la resa sonora del disco, in quanto le dinamiche risultano alquanto compresse, anche se la rimasterizzazione effettuata da Tony Faulkner riesce a rendere più accettabile la resa timbrica, così fondamentale nell’ascolto della stessa “Suite” e della sinfonia di Vaughan Williams.
Vaughan Williams - Hadley - Bax - Berg “Fantasia su un tema di Thomas Tallis - Sinfonia n.6 - One Morning in Spring - Mediterranean - Suite lirica” Adrian Boult - New Philharmonia Orchestra - London Symphony Orchestra - BBC Symphony Orchestra, BBC Legends, 1 cd, tempo totale: 75,25 (distribuito in Italia da Sound and Music Srl)

Andrea Bedetti








