La “Creazione” di Haydn

Composto tra il 1796 e il 1798, l'oratorio in tre parti “Die Schöpfung” (La Creazione) per soprano, tenore, baritono, coro e orchestra rappresenta uno dei vertici di Franz Joseph Haydn e una delle pietre miliari di tutta la storia della musica colta occidentale.

la copertina del cd LSO Live1Composto tra il 1796 e il 1798, l’oratorio in tre parti “Die Schöpfung” (La Creazione) per soprano, tenore, baritono, coro e orchestra rappresenta uno dei vertici di Franz Joseph Haydn e una delle pietre miliari di tutta la storia della musica colta occidentale. Basato sul testo di Gottfried van Swieten, “Die Schöpfung” fu eseguito per la prima volta nell’aprile del 1798 a Vienna, nel palazzo Schwarzenberg, con lo stesso Haydn alla direzione e Antonio Salieri al clavicembalo. Da quel momento, la storia dei tre arcangeli Gabriel, Uriel e Raphael che narrano il mistero della creazione da parte di Dio, non ha mai smesso di appassionare e di commuovere gli ascoltatori.

Il sommo compositore austriaco1Più che ovvio, quindi, che questa articolata e impegnativa composizione di Haydn (che vediamo nel ritratto a fianco) abbia interessato nel tempo molti direttori e cantanti, che si sono resi protagonisti di diverse registrazioni, alcune delle quali, come quella di Karajan effettuata nel 1965 per la Deutsche Grammophon alla testa dei Wiener Philharmoniker, quella di Marriner del 1980 con l’Academy of St. Martin in the Fields, quella di Bernstein nel 1986 con la Sinfonieorchester des Bayerischen Rundfunks, senza dimenticare quelle di Gardiner e di Harnoncourt, possono essere definite di “riferimento”. Ora a confrontarsi con “Die Schöpfung” ci ha pensato Sir Colin Davis, alla testa della sontuosa London Symphony Orchestra e del London Symphony Chorus, con la presenza del soprano Sally Matthews, del tenore Ian Bostridge e del baritono Dietrich Henschel, per l’etichetta discografica della stessa compagine orchestrale.

Il direttore d'orchestra britannico2Sebbene il direttore britannico sia un “haydniano” di ferro, a tutt’oggi non aveva mai affrontato tale partitura. Ebbene, questa registrazione, pur non elevandosi ai vertici assoluti dell’ampia discografia, sicuramente si pone su un ottimo livello, mostrando molte luci e solo qualche ombra. Cominciamo dalla direzione di Davis (nella foto), accusato in passato di essere a volte fin troppo compassato, quando non eseguiva il “suo” Berlioz del quale, giustamente, è considerato il massimo interprete. Davis, invece, si abbandona ad un’interpretazione emozionante, coinvolgente, gioiosa, anche se non mancano momenti di “rilassatezza”, di subitanea mancanza di “pathos” (penso, per esempio, a certi frangenti corali della prima parte), senza contare che alcuni potranno anche storcere il naso di fronte alla sua decisione di utilizzare il clavicembalo quale basso continuo (al posto del più “filologico” fortepiano, già utilizzato nelle esecuzioni di maggiore respiro dallo stesso Haydn), tenuto conto che spesso e volentieri il suo suono si perde inevitabilmente nei pieni orchestrali.

Il tenore inglese1Passiamo al capitolo delle voci. Se il soprano Sally Matthews vanta un timbro elegante e seducente negli acuti, a volte, sebbene la sua prova sia decisamente convincente, scendendo di registro si avverte una forzatura nell’impostazione e nella tenuta, mentre il baritono Dietrich Henschel, sicuramente il meno efficiente dei tre, ha decisamente un timbro a volte assai debole, quasi flebile, che non gli permette di sostenere il peso e il volume sonoro dell’orchestra. Al contrario, Ian Bostridge (nella foto sopra) nel ruolo dell’arcangelo Uriel (il più enigmatico ed “esoterico” dei tre narratori) offre una prova appassionata, giocata sui contrasti timbrici, tali da esaltare le innumerevoli sfumature psicologiche che contraddistinguono il suo personaggio, anche se Fritz Wunderlich, presente nella registrazione di Karajan del 1965, resta ancora inarrivabile per il suo commovente fraseggio. Ottimi i componenti della London Symphony Orchestra (sorretti dall’esplosivo dinamismo di Sir Colin Davis) e del London Symphony Chorus, così come la registrazione, riversata in SACD, che vanta un discreto riverbero, anche se l’esecuzione si è svolta al Barbican di Londra, noto per essere una sala dall’acustica alquanto “secca”.

Franz Joseph Haydn “Die Schöpfung” Sir Colin Davis - Sally Matthews - Ian Bostridge - Dietrich Henschel - London Symphony Orchestra - London Symphony Chorus, LSO live, 2 sacd, tempo totale: 102,37 (distribuito in Italia da Sound and Music Srl)

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