Le “Quattro stagioni” di Antonio Vivaldi rappresentano con altre composizioni, come le “Variazioni Goldberg” e i “Concerti Brandeburghesi” di Bach, la Quinta sinfonia di Beethoven e la “Cavalcata delle Valchirie” di Wagner, delle vere e proprie icone simboleggianti l’incarnazione della cosiddetta “musica classica”, conosciute e anche apprezzate anche da coloro che solitamente non seguono questo genere artistico. Si è già detto in occasione di una recensione del capolavoro vivaldiano che in commercio si possono trovare svariate decine di registrazioni, così come si possono contare diverse trascrizioni di questa composizione (sono state effettuate persino interpretazioni in chiave jazzistica o elettronica), ma a tutt’oggi mancava ancora una trascrizione effettuata per solo pianoforte.
Questa “pecca” è stata colmata dal pianista americano Jeffrey Biegel (che vediamo nella foto a fianco), che ha registrato per l’etichetta discografica Naxos la trascrizione della celeberrima partitura vivaldiana, alla quale sono state aggiunte le trascrizioni dei due concerti per mandolino, in re maggiore RV 93 e in do maggiore RV 425, trascritti da Andrew Gentile e sempre eseguiti al pianoforte da Biegel. A questo punto, sorge spontanea una domanda che dobbiamo necessariamente porre, di fronte a queste trascrizioni: cui prodest? In effetti, le “Quattro stagioni”, per dirla chiaramente, le conosciamo in tutte le salse e non c’è certo bisogno di una trascrizione pianistica (riprendendo, come afferma lo stesso Biegel nelle note di copertina, la consuetudine soprattutto bachiana di trascrivere le composizioni vivaldiane) per scoprire o individuare passaggi, tratti o sfumature che attraverso le canoniche esecuzioni potevano essere sfuggite all’ascolto.
Quindi, possiamo così rispondere alla suddetta domanda: questa è una trascrizione che può interessare soprattutto quegli studenti che si applicano al pianoforte, perché Biegel, in effetti, suona assai bene e la sua trascrizione è un ottimo esercizio che può risultare sicuramente utile a tutti coloro che frequentano conservatori e scuole di musica. Allo stesso tempo, può interessare meno il comune ascoltatore, che per apprezzare al meglio lo stile compositivo di Vivaldi (che vediamo in un ritratto dell’epoca) può fare pieno affidamento sia su registrazioni classiche (a cominciare da quelle dei Solisti Veneti di Claudio Scimone, anche se ormai considerate caduche rispetto ai palati odierni), sia quelle che vantano un approccio squisitamente filologico, che vanno oggigiorno per la maggiore. Da notare, al di là della validità interpretativa del pianista americano, anche la qualità sonora della registrazione, ben bilanciata e con un corretto livello di riverbero.
Antonio Vivaldi “Le quattro stagioni - I due concerti per mandolino” Jeffrey Biegel, Naxos, 1 cd, tempo totale: 60,24 (distribuito in Italia da Ducale Snc)

Andrea Bedetti








