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Una banale infezione uccise Mozart

Sarebbe bastato un comune antibiotico per poter salvare Wolfgang Amadeus Mozart. Peccato che nell’epoca in cui visse non fossero stati ancora inventati questi medicinali, i quali lo avrebbero curato da quella banale infezione da streptococco che lo portò alla tomba all’età di soli 35 anni.

Il sommo compositore salisburgheseSarebbe bastato un comune antibiotico per poter salvare Wolfgang Amadeus Mozart. Peccato che nell’epoca in cui visse non fossero stati ancora inventati questi medicinali, i quali lo avrebbero curato da quella banale infezione da streptococco che lo portò alla tomba all’età di soli 35 anni. A sostenerlo è uno studio pubblicato sulla rivista statunitense “Annals of Internal Medicine”. È questa l’ennesima tesi sulle cause che portarono alla morte del genio musicale, che si fonda (e questo è sicuramente il dato più interessante) non solo sui sintomi che il geniale compositore salisburghese ebbe modo di descrivere, ma anche su un’analisi storica delle cause di morte della popolazione viennese nel periodo che va dal novembre 1791 al gennaio 1792.

Una scena del celebre filmSulla morte di Mozart, come si sa, nel corso degli ultimi due secoli si è detto di tutto, fino all’ipotesi dell’avvelenamento (per mano dell’invidioso rivale Salieri, come vuole una certa pubblicistica e secondo quanto lasciato intendere dal film “Amadeus” di Milos Forman, nella foto una scena della pellicola). Si sa che il musicista, allora non ancora trentacinquenne, cadde malato il 22 novembre, a Vienna, due giorni dopo la sua ultima performance pubblica. Mozart era tornato nella capitale dopo essere stato in settembre a Praga; nel frattempo aveva completato il “Flauto magico”, ne aveva dato pubblica esecuzione, era andato a Baden in Germania dove la moglie Costanza passava le acque, e aveva cominciato a scrivere il Requiem che rimase incompiuto.

Il trafiletto apparso sul Wiener ZeitungPerse conoscenza e morì la mattina del 5 dicembre (nell’immagine il trafiletto che apparve sul “Wiener Zeitung”, con la notizia della morte del sommo compositore). Diverse persone erano presenti, ma quasi tutti registrarono le loro impressioni solo anni dopo; anche per questo l’analisi dei sintomi è rimasta del tutto vaga. La cognata ricorda che il corpo del musicista si era gonfiato a dismisura, tanto che non riusciva a girarsi nel letto, e che aveva la febbre alta; il medico ordinò degli impacchi freddi. La causa della morte fu indicata come “febbre ed eritema”. Oltre al veleno, le cause ipotizzate nel corso degli anni comprendono la sifilide, gli effetti di un trattamento con sali di mercurio, una febbre reumatica, un’insufficienza renale, l’infezione data da un salasso, un’infezione da larve dovuta al consumo di carne di maiale poco cotta, nota con il termine di trichinosi.

«Come tutti, abbiamo considerato i sintomi», ha affermato Richard H. C. Zegers, capo del gruppo di studio che ha effettuato la ricerca, «ma anche quello di cui moriva la gente a Vienna in quegli anni». I medici austriaci all’epoca non erano tenuti a registrare la causa del decesso, che in genere veniva indicata dai parenti. Gli studiosi hanno analizzato i registri che riportano la morte di 5.011 persone maggiori di 18 anni, in quei mesi, comparandole con le cause di decesso negli anni precedenti e seguenti nello stesso periodo. Le cause più comuni indicate sono tubercolosi, fame, edema (gonfiore dei tessuti sottocutanei), malesseri gastrointestinali e malattie vascolari (ictus). Nell’inverno 1791-92, però, si nota una maggiore incidenza di edema. Questo fa pensare a una piccola epidemia di una malattia infettiva. Gli altri sintomi di Mozart (nausea, dolori di schiena, eritema) sono compatibili con un’infezione da streptococco, molto probabilmente lo Streptococcus pyogenes, assai comune, che può provocare patologie cutanee, febbre reumatica e la glomerulonefrite, un’infezione che interessa i reni e provoca ritenzione idrica ed edema. Questi streptococchi non sono resistenti agli antibiotici. Dunque, la medicina moderna avrebbe potuto salvare facilmente uno dei più grandi geni musicali dell’umanità.