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Trascrizioni orchestrali

Con il terzo compact disc pubblicato dalla Naxos, si conclude la serie di trascrizioni orchestrali effettuate dal compositore e direttore d’orchestra Peter Breiner da alcune opere liriche di Leóš Janáček.

La copertina del disco Naxos6Con il terzo compact disc pubblicato dalla Naxos, si conclude la serie di trascrizioni orchestrali effettuate dal compositore e direttore d’orchestra Peter Breiner da alcune opere liriche di Leóš Janáček, uno dei maggiori compositori dello scorso secolo. In questo disco, eseguite come al solito dall’ottima New Zealand Symphony Orchestra, vengono presentate le suite orchestrali di due opere della maturità del grande musicista ceco, “La volpe astuta”, composta nel 1924, e “Da una casa di morti”, l’ultimo capolavoro rappresentato nel 1930, ossia due anni dopo la morte dello stesso Janáček.

Il sommo scrittore russoIn queste due opere (oltre al glaciale “L’affare Makropulos”) il compositore ceco racchiuse i vertici della sua maturità compositiva, mettendo a nudo la meschinità dell’animo umano, affermando un inevitabile pessimismo nei confronti dell’uomo, come si evidenzia ne “Da una casa di morti”, e al contrario esaltando la purezza, l’integrità, l’“etica” spontanea delle forze della natura, mostrato esemplarmente ne “La volpe astuta”. E se in quest’ultima opera il linguaggio musicale si apre ancora a sonorità solari, con richiami folkloristici (simbolicamente intesi come un possibile patto di speranza tra uomo e natura), ne “Da una casa di morti”, il cui libretto di Janáček fu tratto dal romanzo “Memorie da una casa di morti” di Fëdor Dostoevskij (nella foto), il suono sprofonda in abissi timbrici, nei quali l’uomo è costretto a convivere con la disperazione di cui è lui stesso vittima e artefice.

Il grande compositore ceco2Anche in questo disco, il principale merito di Peter Breiner è di esaltare proprio il meraviglioso linguaggio musicale di Janáček, così unico e particolare, permettendo a coloro che non conoscono le sue opere liriche di accedere al caleidoscopio di suoni del compositore ceco (di cui vediamo un rilievo marmoreo). Si potrà essere d’accordo o meno con scelte di questo tipo, che in realtà fanno storcere il naso a molti “puristi”, ma è innegabile che con queste trascrizioni l’ascoltatore ha modo di accedere al magico mondo di Leóš Janáček, le cui opere nel nostro Paese non sono ancora diffuse come meriterebbero. La presente registrazione, semmai, mette in evidenza una volta di più le capacità di una compagine orchestrale come quella neozelandese, capace di evocare atmosfere timbriche assolutamente adeguate alla complessità del tessuto sonoro del compositore ceco, anche grazie alla tersa direzione di Breiner. Da ultimo, anche la qualità dell’incisione è all’altezza, con i tecnici della Naxos che sono riusciti a dare “aria” intorno alle varie sezioni orchestrali, restituendo un timbro e una dinamica più che accettabili.

Leóš Janáček “Suites orchestrali dalle opere La volpe astuta e Da una casa di morti”, Peter Breiner - New Zealand Symphony Orchestra, Naxos, 1cd, tempo totale: 74,40 (distribuito in Italia da Ducale Snc)