Lo Stabat Mater pergolesiano di Abbado

In previsione del terzo centenario della nascita di Giovanni Battista Pergolesi, che cadrà il prossimo anno, l’industria discografica ha già cominciato a immettere sul mercato le prime registrazioni commemorative.

La copertina del cd della ArchivIn previsione del terzo centenario della nascita di Giovanni Battista Pergolesi, che cadrà il prossimo anno (il sommo compositore marchigiano nacque a Jesi nel 1710 e morì a Pozzuoli nel 1736, stroncato giovanissimo dalla tisi), l’industria discografica ha già cominciato a immettere sul mercato le prime registrazioni commemorative. Tra queste, la tedesca Archiv l’ha fatto in modo sontuoso, presentando il primo disco di un trittico che verrà completato appunto nel 2010, con Claudio Abbado, sempre più a suo agio nel repertorio del primo classicismo, che presenta alla testa della sua compagine giovanile dell’Orchestra Mozart, una serie di composizioni sacre del grande musicista italiano.

Il sommo compositore di JesiIl primo compact disc è stato dedicato a due grandi pagine, quali l’immancabile “Stabat Mater” e il “Salve Regina” in do minore, con l’aggiunta della registrazione del concerto per violino, la cui autenticità pergolesiana (di cui vediamo un ritratto dell’epoca) è stata accertata solo negli ultimissimi decenni, interpretato da Giuliano Carmignola, con il quale Abbado ha anche registrato i cinque concerti mozartiani. Al fianco del direttore, poi, ci sono tre grandi voci femminili, il soprano tedesco Rachel Harnisch e il contralto italiano Sara Mingardo, impegnate nello “Stabat Mater”, e il giovane soprano tedesco Julia Kleiter, che affronta il “Salve Regina”.

Il violinista italiano1Cominciamo dal breve concerto per violino (dura poco più di dodici minuti), che già meraviglia di suo per l’ardita tessitura dello strumento solista, che proietta la composizione ben oltre il proprio tempo, per collocarla in una dimensione tecnica e virtuosistica che anticipa inevitabilmente i rigogli e le lussureggianti composizioni del Romanticismo europeo. Un eloquio vibrante, terso, fatto di minimi temi che si sovrappongono, si amplificano, si restringono sotto l’incalzare ritmico dell’accompagnamento orchestrale. Un invito a nozze per un violinista come Giuliano Carmignola (che vediamo nella foto), che con la sua esecuzione accentua ulteriormente la dimensione modernista della composizione, preferendo al “bel suono” del primo classicismo, un timbro e una dinamica più incisivi, che ricordano maggiormente un Viotti e un Paganini.

Il grande direttore d'orchestra italiano1Le voci della Harnisch e, soprattutto, di Sara Mingardo (quest’ultima nella foto sotto, che ormai si pone su livelli di assoluta grandezza nel panorama del contraltismo internazionale per ciò che riguarda il genere barocco e classicista) confezionano uno “Stabat Mater” di assoluta matericità, pregno di dolore, di sdegno, di sconsolatezza, il cui eloquio nel fraseggio viene evidenziato da una lettura orchestrale di Abbado (nella foto), artefice di un suono così modernamente spigoloso e nudo, che ci fa ricordare maggiormente una Deposizione dipinta da un Lorenzo Lotto piuttosto che da un Raffaello Sanzio. La tensione terrena, ctonica, però, viene annullata e sostituita alla fine da un mirabile “Amen” in cui le voci del soprano e del contratto s’intrecciano per volare in alto eteree, diafane, attraverso il suono impalpabile degli archi.

Il contralto italianoNon è da meno il “Salve Regina” conclusivo, cantato dal soprano Julia Kleiter (la Papagena del mirabile “Flauto magico”, nella lettura tersa ed emozionante di Abbado), che vanta una voce decisamente interessante, timbricamente assai bella, in grado di restituire un fraseggio accurato, efficace, sicura nel registro acuto e a proprio agio anche in quello più basso, anche se la dizione nella lingua latina deve assolutamente migliorare. La direzione di Abbado, con la sempre duttile e precisa Orchestra Mozart, è una lente d’ingrandimento che permette di comprendere meglio, attraverso la continua scomposizione del linguaggio musicale, la straordinaria modernità “teatrale” di queste pagine di Pergolesi, dimostrando ancora una volta di essere ormai una sorta di Re Mida dell’interpretazione, trasformando in momenti indimenticabili ogni sua esecuzione.

Giovanni Battista Pergolesi “Stabat Mater - Concerto per violino - Salve Regina”, Claudio Abbado - Giuliano Carmignola - Rachel Harnisch - Sara Mingardo - Julia Kleiter - Orchestra Mozart, Archiv Produktion, 1 cd, tempo totale: 65,06 (distribuito in Italia da Universal Music Italia

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