Nuove pagine pucciniane

Il direttore Alberto Veronesi e il tenore messicano Plácido Domingo (uno dei “monumenti” assoluti del Belcanto internazionale) sono stati protagonisti in passato della rivalutazione della seconda opera lirica di Giacomo Puccini.

La copertina del cd Deutsche Grammophon1Il direttore Alberto Veronesi e il tenore messicano Plácido Domingo (uno dei “monumenti” assoluti del Belcanto internazionale) sono stati protagonisti in passato della rivalutazione della seconda opera lirica di Giacomo Puccini, quell’“Edgar” uscito dai meandri del dimenticatoio, grazie ad una vivida interpretazione immortalata nella registrazione della Deutsche Grammophon. A tre anni di distanza, Veronesi e Domingo si sono ritrovati per confezionare un altro disco, sempre pubblicato dall’etichetta discografica germanica, dedicato a inedite pagine pucciniane, dall’emblematico titolo “Puccini ritrovato”, che vede la partecipazione anche del soprano lituano Violeta Urmana e dei componenti di quella meravigliosa “macchina musicale” che è la Wiener Philharmoniker.

Il grande compositore luccheseLe pagine ritrovate in questione sono quelle individuate da uno dei massimi studiosi del compositore lucchese (che vediamo nella foto a fianco), il musicologo Michael Kaye, il quale andando a spulciare tra le partiture e gli spartiti pucciniani, è riuscito a riportare alla luce arie, scene e composizioni orchestrali da opere quali “Edgar”, “La rondine”, “Madama Butterfly”, “Manon Lescaut”, “La fanciulla del West”, “Suor Angelica”. Pagine che ci permettono di comprendere meglio la ricchezza e l’incessante lavorio di Puccini, quando era immerso nella creazione di un’opera, così come la sua spiccata capacità di orchestratore, a cominciare dal “Preludio a orchestra”, una composizione adolescenziale, e dall’“Adagetto per orchestra da camera”, due frammenti sinfonici che già preludono a quelle che saranno le masse orchestrali che il compositore utilizzerà per i suoi successivi capolavori lirici.

Il soprano lituanoA Violeta Urmana (nella foto), soprano dalla voce possente, anche se a volte incapace di restituire delicate sfumature timbriche, è toccato affrontare tre pagine classiche del lirismo pucciniano, le arie che portano alla morte di Suor Angelica (“Amici fiori”), di Manon Lescaut (“Sola, perduta, abbandonata”) e di Cio-Cio-San nella “Madama Butterfly” (“Con onor muore”), differenti rispetto alle versioni riviste e comunemente conosciute. Domingo, con una voce che si mantiene sempre limpida e articolata, fin troppo “solare”, è tornato ad affrontare Edgar nella scena “Sia benedetto il giorno”, oltre a calarsi nei panni di Ruggero nell’aria “Parigi! È la città dei desideri!”.

Il direttore d'orchestra italiano4Il risultato complessivo del disco (che, oltre a interessare gli appassionati del repertorio pucciniano, potrà incuriosire anche coloro che conoscono marginalmente l’universo artistico del compositore lucchese) è assai buono, anche se il soprano lituano, soprattutto nell’aria dedicata a Suor Angelica e a Cio-Cio-San appare quasi “fredda” e con un’emissione alquanto “monolitica” nel registro acuto. Alberto Veronesi (nella foto), da parte sua, guida magistralmente la Wiener Philharmoniker, capace di restituire nel suono (la poesia e la dolcezza degli archi!) le debite e inconfondibili sfumature delle partiture pucciniane.

Giacomo Puccini “Puccini ritrovato” Plácido Domingo - Violeta Urmana - Alberto Veronesi - Wiener Philharmoniker, Deutsche Grammophon. 1 cd, tempo totale: 63,46 (distribuito in Italia da Universal Music Italia)

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