I concerti per organo di Händel

Solo i geni della musica avrebbero potuto conciliare uno strumento “assoluto” come l’organo con un’orchestra barocca, formata soprattutto dagli archi. E tra questi geni ce n’è uno che risponde al nome di Georg Friedrich Händel.

La copertina del cd L'Oiseau LyreSolo i geni della musica avrebbero potuto conciliare uno strumento “assoluto” come l’organo con un’orchestra barocca, formata soprattutto dagli archi. E tra questi geni ce n’è uno che risponde al nome di Georg Friedrich Händel, autore di quell’autentico gioiello che è la raccolta di sei concerti per organo e orchestra Op. 4, pubblicata nel 1738 a Londra. Come avvenne con i successivi Concerti grossi Op. 6, il sommo compositore sassone prese spunto per i suoi concerti per organo guardando a Corelli. Quest’ultimo, infatti, se riuscì a creare il genere del concerto grosso orchestrando le sue sonate a tre, allo stesso modo Händel ebbe modo di creare i suoi concerti per organo partendo dall’arrangiamento di tempi desunti da sue sonate precedenti.

Il sommo compositore sassone1Così, per esempio, il concerto n. 5 in fa maggiore fu arrangiato dalla sonata per flauto diritto Op. 1, n. 11, mentre il bellissimo concerto n. 3 in sol minore, fu desunto da Händel (nel ritratto a fianco) dalla sonata a tre Op. 3, n. 5. All’inizio, questi concerti furono eseguiti, con lo stesso compositore sassone all’organo, come riempitivo durante gli intervalli dei suoi oratori eseguiti nella capitale inglese. Il fatto che Händel avesse scelto l’organo positivo, dal timbro più delicato, più soffuso e rotondo, privo di pedaliera, permise ben presto di rendere questi concerti composizioni autonome, in grado di essere eseguite non solo durante gli intervalli degli oratori. Inoltre, il compositore di Halle, suonandoli personalmente, amava iniziarli improvvisando alla tastiera (il primo tempo del concerto n. 3 ne è una diretta dimostrazione), come ci ha tramandato lo storico della musica Sir John Hawkins, vissuto nel XVIII secolo.

La compagine orchestrale italianaOra, questa meravigliosa raccolta è stata registrata per la gloriosa etichetta discografica “L’Oiseau Lyre” da Ottavio Dantone, che dirige e suona l’organo, e dai componenti dell’Accademia Bizantina (che vediamo nella foto a fianco). Un’interpretazione di riferimento, questa, grazie a un’esecuzione briosa e meditata allo stesso tempo, con Dantone (il quale suona nella Batholomäuskirche di Halle un meraviglioso esemplare di organo positivo costruito da Kristian Wegschneider nel 2007, dal suono morbido e caldo), che ha un approccio quasi “clavicembalistico” dello strumento, creando un rapporto, un dialogo assiduo, equilibrato, compartecipe con l’orchestra, che vanta autentici fuoriclasse, tra cui il primo violino Stefano Montanari e il primo violoncello Marco Frezzato (da ascoltare il timbro che quest’ultimo riesce ad esprimere con il suo strumento nel concerto n. 3). Ottima anche la registrazione, dettagliata e precisa, che permette di ascoltare distintamente l’organo anche durante il tutti orchestrale, con una disposizione degli strumenti in un ideale palcoscenico sonoro.

Georg Friedrich Händel “Concerti per organo, Op. 4” Ottavio Dantone - Accademia Bizantina, L’Oiseau Lyre, 1 cd, tempo totale: 77,41 (distribuito in Italia da Universal Music Italia)

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