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Richard Wagner: immenso artista, misero uomo

Rappresentante emblematico del concetto squisitamente tardoromantico e decadentista dell’arte per l’arte, Richard Wagner, pur di raggiungere le vette e i vertici della sua creatività, non guardò mai in faccia a nessuno, uomini o donne che fossero.

La copertina del libro Zecchini5Rappresentante emblematico del concetto squisitamente tardoromantico e decadentista dell’arte per l’arte, Richard Wagner, pur di raggiungere le vette e i vertici della sua creatività, non guardò mai in faccia a nessuno, uomini o donne che fossero. Sfruttatore, corruttore, affabulatore per i propri fini, parassita e fedifrago, la vita del sommo compositore ha sempre meravigliato e anche segretamente affascinato, pur con connotati di evidente repulsione e di condanna spesso e volentieri inappellabile manifestati da chi, oltre ad ascoltare la sua musica sublime, ha avuto modo di guardare dal buco della serratura le sue carrellate di dissolutezza fisica e morale.

Il sommo compositore tedesco1E chi non avesse avuto la giusta “infarinatura” su tale argomento, ora può tranquillamente affidarsi a un libro uscito recentemente per i tipi di Zecchini Editore, dall’efficace titolo “Richard Wagner - Das Rheingeld, un fiume di denaro”, scritto con piglio efficace e implacabile da Vincenzo Ramón Bisogni, grande appassionato di lirica. In poco più di centocinquanta pagine, la penna di Bisogni, capace di evidenziare le falle, le colpe, i peccati e i comportamenti scriteriati del gigante di Lipsia, rappresenta una sorta di nefasto “Madamigella, il catalogo è questo”, attraverso il quale l’autore ha dipanato le malefatte, le empietà e le turpitudini, anche a livello sessuale, di cui fu protagonista il creatore di “Parsifal” (nella foto) e di tanti altri capolavori del teatro musicale.

La donna amata da WagnerE il “catalogo” in questione annovera ovviamente anche le povere vittime sulle quali Wagner passò tranquillamente sopra, a cominciare dalla prima moglie Minna fino a Ludwig II, passando attraverso i coniugi Wesendonck (lui, Otto, reso cornuto e prosciugato economicamente dal mefistofelico compositore, lei, Mathilde, nella foto, concupita dapprima idealmente e poi carnalmente, oltre che musa benemerita di quei meravigliosi Lieder che portano il suo nome). E il tutto, come ammonisce lo stesso titolo, in nome di un fiume di denaro di cui Wagner fu un instancabile dilapidatore, sacrificando sul suo altare, ogni amicizia, ogni stima, ogni rispetto che gli altri, ammaliati dalla sua personalità e dalla sua potenza creatrice, gli offrirono invano.

Vincenzo Ramón Bisogni “Richard Wagner - Das Rheingeld, un fiume di denaro”, Zecchini Editore, pp. 160, euro 19,00

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