Olivier Messiaen: un compositore anticonvenzionale

Voce tra le più interessanti e originali di tutto il Novecento, il francese Olivier Messiaen (nato ad Avignone nel 1908 e morto a Clichy nel 1992) è stato un compositore del tutto anticonvenzionale.

La copertina del cd Naxos12Voce tra le più interessanti e originali di tutto il Novecento, il francese Olivier Messiaen (nato ad Avignone nel 1908 e morto a Clichy nel 1992) è stato un compositore del tutto anticonvenzionale. Allievo di Paul Dukas, Marcel Dupré e Charles-Marie Widor, Messiaen si è interessato alla musica indiana e a quella dell’antica Grecia, traendo spunto per dare vita a particolari scale musicali, chiamate “modi a trasposizione limitata”, attraverso le quali si poteva esplorare la relazione tra ascolto e gli altri sensi percettivi, in quanto, l’incontro e la sovrapposizione di particolari accordi suscitava l’impressione di visualizzare determinati accostamenti di colore. Ma il suo stile eclettico lo spinse anche a utilizzare particolari strumenti musicali, come il gamelan (composto da diversi strumenti a percussione indonesiani) e le onde Martenot (uno strumento elettrofono a tastiera).

Il compositore francese contemporaneo1Celebre, poi, la sua passione per il canto degli uccelli, al punto che Messiaen (nella foto a fianco) era convinto che questi animali fossero i più grandi musicisti sulla terra, oltre a considerare se stesso più un ornitologo che un compositore. Non per nulla, nel corso di diversi viaggi in tutto il mondo, il musicista francese ascoltò e registrò il canto di numerosi uccelli, realizzando delle trascrizioni, confluite in massima parte nel suo “Catalogue d’oiseaux”, scritto tra il 1956 e il 1958. Per iniziare a conoscere l’originale visione musicale di quest’autore, caratterizzata da un vastissimo catalogo di opere, si può prendere spunto da un compact disc pubblicato dalla Naxos, che presenta tre pagine orchestrali, i due libri dei “Poèmes pour Mi” per soprano e orchestra, “Les offrandes oubliées” e “Un sourire”, con la partecipazione del direttore Jun Märkl, alla guida del’Orchestre National de Lyon, e del soprano tedesco Anne Schwanewilms.

Il direttore d'orchestra tedescoLe “Poèmes pour Mi”, una dichiarazione d’amore per la sua prima moglie, la violinista Claire Delbos (soprannominata affettuosamente “Mi” dal compositore), rappresenta un’opera attraverso la quale Messiaen intende esplorare nuove aree nel tessuto armonico, nel quale confluiscono i filoni della tonalità e dell’atonalità, dando vita a una pagina decisamente radicale, impregnata dalle dissonanze vocali del soprano (buona la prova di Anne Schwanewilms) e dell’orchestra, pur non rinunciando a evidenziare chiari rimandi all’influenza di Debussy. Anche le altre due pagine orchestrali permettono di comprendere lo sforzo intellettivo e sperimentale di Messiaen, di cui “Les offrandes oubliées”, risalente al 1930, rappresenta in assoluto la sua prima composizione sinfonica. Partendo da impostazioni timbriche che si richiamano al linguaggio stravinskijano, la ricerca di Messiaen si rende sempre più manifesta, nel sovrapporsi di tensioni dinamiche, modulari, rarefatte e angoscianti. La direzione del tedesco d’origine giapponese Jun Märkl (nella foto) è abbastanza convincente, anche se non raggiunge i vertici della registrazione effettuata da Boulez, per ciò che riguarda i “Poèmes pour Mi”. Anche le altre due partiture permettono un ascolto adeguato, grazie alla buona prova dell’Orchestre National de Lyon.

Olivier Messiaen “Poèmes pour Mi - Les offrandes oubliées - Un sourire” Jun Märkl - Anne Schwanewilms - Orchestre National de Lyon, Naxos, 1 cd, tempo totale: 52,41 (distribuito da Ducale Snc)

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