Quando si pensa alla musica francese del primo Novecento, vengono subito in mente compositori quali Claude Debussy e Maurice Ravel, per poi passare a Francis Poulenc, mentre i più snob non potranno fare a meno di citare anche l’iconoclasta Erik Satie. Ma non saranno molti coloro che si ricorderanno di nominare anche Albert Roussel, nato a Tourcoing nel 1869 e morto a Royan nel 1937, lo stesso anno di Ravel. Dapprima ufficiale di marina, Roussel si consacrò definitivamente alla musica a partire dal 1894, studiando anche con Vincent d’Indy, per poi insegnare alla Schola Cantorum di Parigi dal 1902 fino al 1913, trascorrendo gli ultimi anni in Normandia.
Come buona parte di quella generazione di compositori francesi, anche Roussel (che vediamo nella foto a fianco) si contraddistinse per un linguaggio musicale raffinato, arricchito da elementi tratti dalla musica orientale (l’opera-balletto “Padmâvatî” ne è un lampante esempio), per poi elaborare un proprio neoclassicismo, attraverso il quale creò pagine come l’altro balletto “Bacchus et Ariane”, la deliziosa “Sinfonietta” per archi (il compianto Guido Cantelli ne fu un interprete sopraffino) e le quattro sinfonie. Proprio per ciò che riguarda queste ultime, l’etichetta discografica Naxos le sta pubblicando, con il giovane direttore francese Stéphane Denève alla testa della Royal Scottish National Orchestra.
Dopo aver registrato la seconda e la terza sinfonia (quest’ultima pubblicata con il balletto “Bacchus et Ariane”), Denève (nella foto a fianco) e la compagine orchestrale scozzese hanno affrontato la prima sinfonia, con il preludio sinfonico “Résurrection” e la musica di scena dell’opera teatrale “Le marchand de sable qui passe”. Scritta tra il 1904 e il 1906, la prima sinfonia debuttò a Bruxelles nel 1908, con il sottotitolo di “Le poème de la forêt”. Si tratta di un’opera in cui si avverte, fin dalle prime note, la chiara influenza di Debussy e di Vincent d’Indy. Il preludio “Résurrection”, composto nel 1903, nelle intenzioni dell’autore avrebbe dovuto prendere come spunto l’omonimo romanzo di Lev Tolstoj, anche se appare un mero esercizio di orchestrazione. “Le marchand de sable qui passe” fu composto nel 1908 per la pantomima scritta da George Jean-Aubry e la prima esecuzione fu diretta dallo stesso Roussel. Originariamente scritta per flauto, clarinetto, corno, arpa e quartetto per archi, questa pagina è stata in seguito trascritta per orchestra, con lo scopo di evidenziare le sue mille sfumature timbriche, tanto da farne una delle migliori opere del compositore francese. Buona la direzione di Denève (specialista del repertorio sinfonico del Novecento francese), alla guida della duttile compagine scozzese, così com’è accettabile la resa tecnica della registrazione.
Albert Roussel “Sinfonia n. 1 - Résurrection - Le marchand de sable qui passe” Stéphane Denève - Royal Scottish National Orchestra, Naxos, 1 cd, tempo totale: 64,22 (distribuito da Ducale Snc)

Andrea Bedetti








