Le opere mozartiane per le voci dei castrati - Seconda parte

Questo disco della Telarc, dal titolo “Arias for Male Soprano”, rappresenta il debutto discografico del giovane Maniaci, già apparso in un DVD della Dynamic con un’opera di Meyerbeer, “Il crociato in Egitto”.

Il direttore d'orchestra americanoQuesto disco della Telarc, dal titolo “Arias for Male Soprano”, rappresenta il debutto discografico del giovane Maniaci, già apparso in un DVD della Dynamic con un’opera di Meyerbeer, “Il crociato in Egitto”. Acclamato interprete dell’opera barocca, di quelle di Monteverdi e Mozart, in questo disco, accompagnato dai componenti dell’ottima compagine americana Boston Baroque, diretti come sempre da Martin Pearlman (nella foto), il sopranista affronta arie mozartiane tratte dall’“Idomeneo” (“Ah qual gelido orror… Il padre adorato”), da “Lucio Silla” (“Dunque sperar poss’io… Il tenero momento” e “Ah se a morir mi chiama”), da “La clemenza di Tito” (“Deh per questo istante solo” e “Parto, ma tu ben mio”), finendo con il meraviglioso mottetto “Exsultate, jubilate” K. 165.

Tutti i ruoli operistici di queste opere, Idamante (Idomeneo), Cecilio (Lucio Silla) e Sesto (La clemenza di Tito) furono creati da Mozart per celebri castrati dell’epoca, ossia Vincenzo dal Prato (cordialmente odiato e dileggiato dal sommo salisburghese), Venanzio Rauzzini (al contrario ammirato, al punto che il compositore gli dedicò anche lo stesso “Exsultate, jubilate”) e Domenico Bedini, quest’ultimo ormai alla fine della carriera. La voce di Michael Maniaci, se certo non può vantare una dizione adeguata sia nei testi in italiano, sia soprattutto nella lingua latina del mottetto, ha però l’indubbio merito non solo di darci un’idea di ciò che furono i “cantori evirati” di quell’epoca, nell’emissione, nel registro, negli abbellimenti delle arie, ma soprattutto ci permette di comprendere meglio determinate sfumature stilistiche che appartengono di rigore al repertorio sopranista.

la compagine orchestrale americana1Bisogna ascoltare la miscela di emozioni che traspaiono da Maniaci in arie come quelle tratte da “La Clemenza di Tito”, soprattutto in “Parto, ma tu ben mio”, con la voce che gareggia in altezza e in estensione con il clarinetto (suonato ai tempi di Mozart dal leggendario Anton Stadler), oppure il colore della passione e del tormento con i quali il sopranista statunitense tinge il recitativo e l’aria “Il tenero momento”. Pearlman e gli ottimi componenti del Boston Baroque (nella foto) dialogano in modo magistrale con Maniaci, assecondando i suoi slanci e i suoi abbellimenti, con un suono sempre adeguato e brillante. Come al solito, semplicemente ottima la registrazione effettuata dai tecnici della Telarc.

Wolfgang Amadeus Mozart “Arias for Male Soprano” Michael Maniaci - Martin Pearlman - Boston Baroque, Telarc, 1 cd, tempo totale: 60.59 (distribuito in Italia da Sound and Music Srl)

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