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Appunti di storia del Concerto per violino e orchestra - Undicesima parte

La tradizione del concerto violinistico nei paesi di lingua tedesca, tra quelli composti da Haydn e Mozart fino ad arrivare al grande concerto beethoveniano del 1806, si può riassumere nelle composizioni scritte da due eccelsi musicisti dell’epoca: Louis Spohr e Johann Nepomuk Hummel.

Il compositore amico di Mozart e BeethovenLa tradizione del concerto violinistico nei paesi di lingua tedesca, tra quelli composti da Haydn e Mozart (ossia nel 1765, per ciò che riguarda il primo, e a cominciare dal 1775, per quanto riguarda il secondo) fino ad arrivare al grande concerto beethoveniano del 1806, si può riassumere nelle composizioni scritte da due eccelsi musicisti dell’epoca: Louis Spohr e Johann Nepomuk Hummel (di quest’ultimo vediamo il ritratto a fianco). Il secondo, anche se non può vantare la mole dei concerti composti dal tedesco Spohr, ben quindici, tra il 1803 e il 1846, è sicuramente quello che, grazie agli studi e agli influssi avuti nel tempo, rappresenta il punto emblematico per eccellenza di collegamento tra la tradizione mozartiana e quella, decisamente innovativa, beethoveniana.

I funerali del sommo genio di BonnJohann Nepomuk Hummel nacque a Pressburg (l’attuale Bratislava) nel 1778, figlio del direttore d’orchestra Johannes. Fanciullo prodigio, all’età di otto anni divenne allievo di Mozart, del quale divenne un fraterno amico. Ben presto, il suo nome divenne celebre in tutta Europa grazie al prodigioso virtuosismo pianistico che gli permise di effettuare una lunga tournée, durata quattro anni, in Germania, Danimarca, Scozia e Inghilterra. Tornato in patria, sebbene fosse già considerato uno dei migliori musicisti dell’epoca, decise di tornare a studiare con Albrechtsberger, Salieri e Haydn. A Vienna, nel giro di poco tempo, entrò a far parte della ristretta cerchia degli amici intimi di Beethoven, al punto che nel 1827, ai funerali del sommo genio di Bonn, Hummel fu uno di coloro che portarono la bara (nella raffigurazione, un momento dei solenni funerali di Beethoven).

Il direttore e musicologo in azioneHummel è autore di un concerto per violino e orchestra (completato qualche anno fa dal direttore e musicologo Gregory Rose, che vediamo nella foto a fianco) e di un concerto per violino, pianoforte e orchestra. Il primo fu cominciato dal compositore austriaco nel 1804, in concomitanza con quello, celeberrimo, per tromba e orchestra, in occasione della sua nomina a Konzertmeister da parte del principe Nikolaus Esterházy a Eisenstadt, dopo il ritiro di Haydn da questo incarico. Se il concerto per tromba fu eseguito da Hummel nel corso della cerimonia d’insediamento, quello per violino fu momentaneamente accantonato per essere ultimato in un secondo momento. Ma quando Hummel ebbe modo di ascoltare il grandioso concerto beethoveniano, colpito dalla maestosità e possanza di tale composizione, decise di non completarlo.

La copertina del cd Naxos15Eppure, come si può ascoltare nella registrazione effettuata dal violinista Alexander Trostianskij, diretto dallo stesso Gregory Rose alla testa della Russian Philharmonic Orchestra, in un disco della Naxos, che presenta anche il concerto per violino, pianoforte e orchestra, questa composizione mette in risalto una tessitura squisitamente virtuosistica, complessa, di certo non seconda rispetto al ruolo che ha il pianoforte nei concerti a esso dedicati. Se il primo tempo, “Allegro risoluto”, presenta la tipica forma sonata, oltre ad alcune idee tematiche inserite da Hummel nella parte finale, l’“Adagio” centrale, che annovera un delicato accompagnamento dato dagli archi, permette di ammirare la vena melodica e lirica di Hummel (chiaro retaggio della lezione mozartiana), con il “Rondo” finale che costituisce il tempo più virtuosistico, con un’apertura gioviale, irto di difficoltà tecniche. Ma adesso, tornando indietro nel tempo, affrontiamo nella prossima parte il primo, grande esponente della Scuola viennese, Franz Joseph Haydn.