Boito, Visconti e Bruckner: il Romanticismo è servito

Camillo Boito, Anton Bruckner e Luchino Visconti: tre nomi legati da un unico denominatore comune, quello di rappresentare, mostrare, manifestare le ultime propaggini di un Romanticismo ormai agonizzante.

La copertina del DVD di ClassicaCamillo Boito, Anton Bruckner e Luchino Visconti: tre nomi legati da un unico denominatore comune, quello di rappresentare, mostrare, manifestare le ultime propaggini di un Romanticismo ormai agonizzante, al tramonto del XIX secolo, prima ancora che la tenue luce dell’alba illumini l’arrivo di quello successivo. Proprio partendo dall’insigne architetto e narratore a tempo perso, dal grande compositore austriaco e dall’indimenticabile regista, l’etichetta Classica, che sta pubblicando una serie di DVD dedicati ai capolavori strumentali e operistici abbinati a opere letterarie, poetiche e saggistiche, ha dedicato ultimamente un cofanetto che unisce proprio la Quarta sinfonia in mi bemolle maggiore di Bruckner, con il racconto “Senso” di Boito, trasposto poi al cinema proprio da Visconti.

L'architetto e narratore italianoLa novella di Camillo Boito (che vediamo nell’immagine a fianco), fratello del compositore Arrigo, quest’ultimo uno dei maggiori rappresentanti della Scapigliatura lombarda, dapprima nemico e poi fraterno amico di Giuseppe Verdi, fu pubblicata nel 1883 dall’editore Treves nella raccolta di racconti “Senso. Nuove storielle vane”, con un buon successo di pubblico e di critica anche se, nel giro di pochi anni, il suo nome scomparve progressivamente dal panorama letterario italiano, per poi essere riportato in auge, a metà Novecento, grazie a Giorgio Bassani, che richiamò l’attenzione proprio su “Senso”, un racconto definito «… storia senza veli di una passione vergognosa e al tempo stesso approfondimento minuziosamente psicologico di un carattere». E fu lo stesso scrittore ferrarese a proporre poi questo racconto come possibile soggetto cinematografico, una proposta che arrivò alle orecchie della grande sceneggiatrice Suso Cecchi D’Amico, che la sottopose all’attenzione di Luchino Visconti.

Una scena del film di ViscontiQuest’ultimo rimase folgorato dalle pagine del racconto e, grazie alla decisione di Riccardo Gualino, direttore della casa cinematografica Lux, il progetto andò in porto e il film, che porta lo stesso titolo della novella di Boito, anche se la sceneggiatura non ne ricalca fedelmente la trama, fu girato nel 1953, per essere poi presentato alla Mostra cinematografica di Venezia dell’anno successivo, con Alida Valli e Farley Granger nel ruolo dei due protagonisti (che vediamo in una scena del film). Da raffinato esperto di musica, Visconti nel film utilizzò anche alcune parti della Settima sinfonia di Bruckner, rimaneggiate da Nino Rota, in un periodo nel quale le sconfinate sinfonie del compositore austriaco erano quasi del tutto sconosciute nel nostro Paese (proprio in quegli anni, a Genova, viene infatti a formarsi la prima associazione in Italia con il compito di divulgare la musica bruckneriana).

La grande compagine orchestrale bavareseNel DVD in questione, invece, viene presentata l’esecuzione della Quarta sinfonia bruckneriana, detta la “Romantica”, la cui partitura fu affrontata dal compositore austriaco nel 1874 ed eseguita la prima volta sette anni più tardi a Vienna sotto la bacchetta di Hans Richter, che ottenne un grande successo di pubblico, il primo nella strana e tardiva carriera di Bruckner. L’esecuzione in questione (ripresa dal vivo nel corso di un concerto tenuto nel maggio 2008 al Festspielhaus di Baden-Baden) è diretta da Christian Thielemann, alla testa dei suoi ormai ex elementi della Münchner Philharmoniker (che vediamo nella foto), in quanto il grande direttore tedesco dal prossimo anno assumerà la direzione della Staatskapelle di Dresda. Come il sommo Sergiu Celibidache, anche Thielemann stacca dei tempi assai lenti, dilatando l’agogica e mettendo così in rilievo il minuto lavoro di cesello che Bruckner effettuò in questa sterminata partitura. Il gesto del direttore tedesco non è mai invasivo, ma punta su una debita essenzialità, lasciando alla prodigiosa formazione orchestrale, da sempre mirabile interprete delle sinfonie bruckneriane, una libertà d’espressione che si coniuga magistralmente con la tessitura e il linguaggio del sommo interprete delle ultime propaggini del romanticismo germanico.

Anton Bruckner “Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore” Christian Thielemann - Münchner Philharmoniker, Classica, 1 DVD, tempo totale: 72,55 (distribuito in Italia da Classica Italia Srl)

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