Il dialogo tra violino e voce in Bach

Uno degli aspetti più meravigliosi, che non cessano mai di stupire, dell’universo musicale di Johann Sebastian Bach, sta sicuramente nella sua straordinaria capacità di far coesistere e dialogare gli strumenti musicali con la voce umana.

La copertina del cd Deutsche Grammophon3Uno degli aspetti più meravigliosi, che non cessano mai di stupire, dell’universo musicale di Johann Sebastian Bach, sta sicuramente nella sua straordinaria capacità di far coesistere e dialogare gli strumenti musicali con la voce umana, ottenendo risultati di armonia, d’incantevole bellezza timbrica, assoluti e non solo riferiti esclusivamente alla sua epoca. Per sincerarsi di questa peculiarità bachiana è sufficiente ascoltare un disco pubblicato dall’etichetta Deutsche Grammophon, intitolato emblematicamente “Bach Violin and Voice”, che presenta alcune arie tratte da cantate sacre, dalla Passione secondo Matteo e dalla Messa in si minore, con la partecipazione di tre ottimi solisti, la violinista americana Hilary Hahn (una delle più notevoli interpreti dell’ultima generazione), il soprano tedesco Christine Schäfer e il baritono tedesco Matthias Goerne.

La violinista americanaLo scopo di questo disco, come tiene a spiegare la stessa Hahn (che vediamo nella foto a fianco) nel libretto d’accompagnamento, è di mettere in rilievo il dialogo perfetto che si viene a creare in Bach tra la voce umana maschile e femminile e il suono del violino, che nelle arie scelte, ha un ruolo di assoluta preminenza tra gli altri strumenti. E i pezzi musicali, indubbiamente, le danno ragione, come dimostrano arie come “Wann kommst du, mein Heil?”, tratta dalla celeberrima cantata Wachet auf, ruft uns die Stimme BWV 140, in cui Goerne e Schäfer fraseggiano delicatamente sui deliziosi arabeschi del violino di Hilary Hahn e quella dal titolo “Die Welt mit allen Königsreichen”, dalla cantata Wer liebet, der Wind mein Worth alten BWV 59, dove lo stesso Goerne dà sfoggio di un ottimo registro centrale con il quale fa fluire un denso recitativo scolpito timbricamente.

Il baritono tedescoAscoltando emozionati queste arie, c’è da rammaricarsi del fatto che questo disco sia soltanto una piacevolissima, ma schematicissima silloge, e non la versione integrale di una o più cantate, così come della Messa in si minore o della Passione secondo Marco, opere d’altronde colossali, che obbligherebbero le case discografiche, anche quelle più grandi e prestigiose, come appunto la Deutsche Grammophon, ad affrontare ingenti investimenti in un periodo in cui la crisi economica si fa sentire anche sulla vendita dei dischi. Molto brava la Hahn (capace di creare un filo sottilissimo, ma sempre evidente con le voci del soprano e del baritono), così come Matthias Goerne (nella foto) e Christine Schäfer, anche se il primo è risultato essere a più agio nella tessitura delle varie arie, mentre il soprano, sebbene non dotata di una voce potente, ha saputo cesellare, soprattutto nelle sfumature psicologiche, le arie “Laudamus te” dalla Messa in si minore e nella commovente “Erbarme dich” conclusiva, tratta dalla Passione. Ottima la direzione di Alexander Liebreich, alla testa della Münchener Kammerorchester, così come la ripresa sonora, assai equilibrata tra i solisti e la compagine orchestrale, e con la dovuta profondità scenica.

Johann Sebastian Bach “Bach Violin and Voice” Hilary Hahn - Christine Schäfer - Matthias Goerne - Alexander Liebreich - Münchener Kammerorchester, Deutsche Grammophon, 1 cd, tempo totale: 56,54 (distribuito in Italia da Universal Music Italia)

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