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Ivan Fedele: alle origini del suono e della forma

Oltre all’idea non solo della melodia, ma anche di quelle ormai standardizzate dell’armonia e della forma.

La copertina del cd della StradivariusOltre all’idea non solo della melodia, ma anche di quelle ormai standardizzate dell’armonia e della forma. Strano, ma solo alle apparenze, che a proporre un simile passo intellettivo, creativo e artistico sia Ivan Fedele, uno dei maggiori compositori italiani contemporanei (è nato a Lecce nel 1953), poiché oltre a una solida formazione musicale a guidarlo è anche un’approfondita conoscenza matematica, ereditata dal padre. Sì, perché la matematica, soprattutto quella pura, teoretica, ha anch’essa il compito di andare a ritroso nelle tante forme, nelle tante armonie numeriche, per giungere al cuore della Forma, al cuore pulsante del Pensiero, secondo la consolidata tradizione aristotelica e platonica.

Il compositore contemporaneo puglieseL’ultimo lavoro discografico del compositore pugliese, intitolato “Mosaïque” e pubblicato da Stradivarius, è dedicato al rapporto tra il violino (magistralmente interpretato da Francesco D’Orazio), la voce (il soprano di coloritura Corinna Mologni) e l’orchestra (quella Sinfonica Nazionale della Rai) diretta da Marco Angius, attraverso quattro composizioni di Fedele, il Concerto per violino (1998/99), “En archè” per voce di soprano, violino e orchestra (2008), “L’orizzonte di Elettra” per violino elettrico a cinque corde, live electronics e orchestra (1997/2009) e “Mosaïque” per violino e orchestra da camera (2008). Tutti lavori che mettono in luce l’attenta e appassionata ricerca di Fedele (nella foto) che, muovendosi nei meandri della musicologia (studiando l’evoluzione armonica nel rapporto tra consonanza e dissonanza), della matematica e della filosofia, esemplare, in tal senso, è la composizione “En archè”, tende a promuovere un suono che vada in direzione di quella dimensione di “Ur”, di tutto ciò che precede l’attuazione e la sistematizzazione dell’opera musicale.

Il violinista italiano2Si diceva di “En archè”, quell’“All’inizio” con il quale Giovanni dà vita al suo vangelo, una composizione in cui l’intonazione melismica del soprano (eccellente Corinna Mologni nei colori timbrici che dona al testo greco) si scontra e s’incontra con il violino che cerca, di volta in volta, di approfondire, di scandire, di entrare nell’essenza intima del logos di Giovanni, alla ricerca di quel Pensiero dei Pensieri, come fa presente Dino Villatico nel libretto che accompagna il disco. Anche il precedente Concerto per violino, che riprende la costruzione classica del concerto barocco nella suddivisione dei tempi in Lento-Vivace-Lento-Vivace, si fonde su quella ricerca di un equilibrio tra forma e materia che risulta inane, con il violino di D’Orazio (interpretazione sontuosa, la sua, in una partitura da parete di sesto grado), che tesse ciò che improvvisi cluster orchestrali frantumano continuamente (da notare che nel vivace finale D’Orazio (nella foto) utilizza un violino elettrico con distorsore, che mi ha fatto tornare alla mente un disco degli anni Settanta, “No pussyfooting” di Brian Eno e Robert Fripp, nel quale il fondatore dei King Crimson distorceva il suono della chitarra creando fraseggi dal potere ipnotico).

Il direttore d'orchestra italiano5E se “Mosaïque”, dedicato da Fedele proprio a Francesco D’Orazio, rappresenta una summa dell’esplorazione virtuosistica del suono all’interno dello stesso strumento, nel tentativo di catturarne ed esaltarne l’anima, “L’orizzonte di Elettra” (composto originariamente per viola) è un ulteriore atto d’omaggio di Fedele alla grande tradizione classica, attraverso timbri e armonici che rimandano a stilemi apollinei. Ottima la direzione di Marco Angius (nella foto) a proprio agio nel proscenio musicale contemporaneo, così come è assai preziosa e precisa la prova dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, capace di rendere al meglio partiture ostiche e perigliose. Come da tradizione della Stradivarius, ottima è la qualità tecnica della registrazione, necessaria e obbligatoria quando si propongono composizioni così ricche di tavolozze timbriche e di miriadi di sfumature dinamiche.

Ivan Fedele “Mosaïque”, Marco Angius - Francesco D’Orazio - Corinna Mologni - Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Stradivarius, 1 cd, tempo totale: 81,55 (distribuito in Italia da Milano Dischi Srl)