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Quando la musica aiuta a ricordare

Il 25 aprile, alle 17.30, nella Sala dei Concerti della Casa della Musica di Parma, la “Stagione Armonica” diretta da Sergio Balestracci si cimenterà in un programma di musica contemporanea studiato per festeggiare e ricordare il giorno della Liberazione

Il cortile della Casa della Musica di ParmaIl 25 aprile, alle 17.30, nella Sala dei Concerti della Casa della Musica di Parma (che vediamo nella foto accanto), la “Stagione Armonica” diretta da Sergio Balestracci si cimenterà in un programma di musica contemporanea studiato per festeggiare e ricordare il giorno della Liberazione, dall’emblematico titolo “Musica per pensare”. Il programma proposto da Sergio Balestracci spazia da Pizzetti a Schönberg, da Nono a Weill fino allo stesso Balestracci, con composizioni che vanno dalla voce umana senza accompagnamento strumentale alla musica confezionata per nastro magnetico.

Il sommo compositore austriaco2Il pezzo di Schönberg (nella foto a fianco), “Friede auf Erden”, destinato al Singverein di Vienna fu inteso dall’autore come un pezzo “a cappella”, ma per le difficoltà incontrate nelle prove, fu aggiunta successivamente dall’autore un’integrazione orchestrale e solo il 9 dicembre 1911 il brano poté essere eseguito, con un supporto strumentale tenuto costantemente su una dinamica molto tenue dal direttore Franz Schreker, per lasciare il giusto risalto ai duecento coristi allora impiegati: nell’intenzione dell’autore l’accompagnamento orchestrale doveva servire solo per quella prima esecuzione, per fornire maggior sicurezza dei cantanti. Il testo del poeta zurighese Conrad Ferdinand Meyer parte da un quadro natalizio per celebrare la pace il cui avvento sulla terra viene auspicato per le future generazioni come dimensione ideale e duratura.

Il compositore parmenseIn un ideale percorso cronologico, il “Requiem” di Ildebrando Pizzetti (nella foto) vuole essere un omaggio a Parma, sua città natale e nello stesso tempo portare la riflessione dell’ascoltatore sul tema della fragilità della vita umana spesso minacciata dalla violenza cieca e dalla volontà di sopraffazione. Questo brano appartiene al periodo fiorentino del maestro parmense e si riallaccia ai diversi aspetti della tradizione liturgica riproposta con una sensibilità tardoromantica. L’opera ha conosciuto e riscuote tuttora un notevole successo per le esecuzioni che vengono riproposte da diverse compagini corali, in virtù di una naturale cantabilità con cui il tessuto vocale è condotto.

Il compositore tedescoIl brano di Kurt Weill (che vediamo nella foto a fianco) costituisce un significativo esempio della sua collaborazione con Brecht durata dal 1927 al 1930, che portò a un rinnovamento del teatro musicale e non solo in Germania. La rispondenza tra testo e musica, l’adozione di grandi temi civili, la visione non accademica della musica, l’intento di raggiungere un pubblico più ampio attraverso la contaminazione con forme più leggere come il cabaret, sono visibili anche in questo pezzo corale, in cui viene musicato un testo scritto da Brecht alla fine della grande guerra. Come se non bastassero i vivi per andare in guerra, una cinica commissione militare rimette sul campo un soldato che già riposava sotto terra, nella retorica e colpevole indifferenza delle folle stordite e inconsapevoli.

Il compositore contemporaneo italianoInfine, il piccolo bozzetto di Sergio Balestracci (nella foto), che chiude il programma, composto per quest’occasione, intende tributare un ulteriore omaggio alla città di Parma che dedica questo concerto corale al tema della pace. L’occasione di questo breve brano è una celebre poesia di Ungaretti che s’inserisce tra quelle dettate dall’esperienza della guerra: anche qui, come nel testo di Weill, i morti sono uccisi due volte, in questo caso dalle grida forsennate e disumane dei viventi che si nutrono della violenza; la natura, distaccata testimone del dramma umano, rimane l’unico rifugio in cui poter trovare il silenzio e la pace.

Arnold Schönberg “Friede auf Erden” op. 13 a 8 voci su testo di Conrad Ferdinand Meyer (1907)
Ildebrando Pizzetti “Messa da requiem” (1922)
Kurt Weill “Die Legende vom toten Soldaten” a 4 voci su testo di Bertolt Brecht (1929)
Sergio Balestracci “Non gridate più” a 4 voci su testo di Giuseppe Ungaretti (2010)

Ingresso libero fino a esaurimento dei posto disponibili. Per informazioni:
Casa della Musica - tel 0521.031170 - indirizzo mail: infopoint@lacasadellamusica.it