Oskar Panizza, il nemico ironico di Wagner

Nel corso della sua travagliata esistenza, Richard Wagner riuscì a creare indiscussi capolavori del repertorio lirico in condizioni davvero precarie, sfuggendo per decenni a plotoni di creditori, capaci di inseguirlo per mezza Europa, pur di essere pagati dal sommo compositore tedesco sempre in perenne ricerca d’ingenui da spennare, e facendo fronte ai non inferiori nemici della sua musica e della sua visione artistica.

La copertina del libro della SpiraliNel corso della sua travagliata esistenza, Richard Wagner riuscì a creare indiscussi capolavori del repertorio lirico in condizioni davvero precarie, sfuggendo per decenni a plotoni di creditori, capaci di inseguirlo per mezza Europa, pur di essere pagati dal sommo compositore tedesco sempre in perenne ricerca d’ingenui da spennare, Otto Wesendonck e Ludwig II di Baviera, tra gli altri, ne seppero qualcosa, e facendo fronte ai non inferiori nemici della sua musica e della sua visione artistica. Tra questi ultimi, una delle voci più originali, sicuramente una delle più ironiche, fu quella del poligrafo e medico tedesco Oskar Panizza, nato nel 1853 e morto nel 1921 in una casa di cura. Di questo particolare autore la casa editrice Spirali sta pubblicando alcune delle sue opere grazie al lavoro del suo massimo studioso italiano, Giovanni Chiarini, ordinario di letteratura tedesca all’Università di Napoli, che ne cura la traduzione e la presentazione.

Il polemista e medico tedescoL’ultimo volume curato da Chiarini, dall’allusivo titolo “Wagneriana”, vede la pubblicazione per i lettori italiani di tutti quei brevi scritti polemici che Panizza (che vediamo nella foto a fianco) dedicò proprio a Richard Wagner, per il quale provò un rapporto di autentico amore-odio. Perché se il medico d’educazione ugonotta, imbevuto di valori libertari ed entusiasta difensore della rivoluzione del 1848, che si propagò anche nello Stato tedesco sfociando nei celebri moti rivoltosi di Dresda (ai quali prese parte lo stesso Wagner), manifestò aperta ammirazione nei confronti del compositore di Lipsia grazie ad opere come “Der fliegende Holländer” e, soprattutto, “Tannhäuser”, da lui considerate geniali, sovvertitrici di quell’ordine moraleggiante da Panizza così odiato e aborrito, con l’irruzione del tema dell’amore, rappresentato da “Tristan und Isolde”, e del misticismo, incarnato dal “Parsifal”, ecco sorgere improvviso il voltafaccia, la cocente delusione, il disincantamento assoluto e sprezzante, sulla falsariga della reazione vissuta da un altro dei nemici di Wagner, l’ex amico ed epigono Friedrich Nietzsche.

Il sommo compositore tedesco4Ed ecco, allora, questi articoli, questi scritti che Panizza scrisse con il pennino intinto nella satira e nella velenosa ironia, con lo scopo di mettere in rilievo le ambiguità, le contraddizioni, il vergognoso voltafaccia di Wagner (nella foto), che da cantore della modernità, del progresso artistico e sociale, si era trasformato agli occhi del poligrafo in un fedele e belante suddito del Kaiser Guglielmo, uno strenuo difensore della morale del tempo (nonostante il fatto che il compositore non nutrisse, come ben si sa, un’alta considerazione nei confronti etici, soprattutto per ciò che riguardava le donne e i denari altrui), ripiegando sconsolatamente su temi piagnucolanti (si leggano, a tale proposito, i beffardi scritti “Tristano e Isotta a Bayreuth” e “Tristano e Isotta a Parigi”), e abbracciando la croce, dopo aver abbandonato le tentazioni del Venusberg nel “Tannhäuser”.

Il teatro di BayreuthCerto, riletti oggi, questi scritti perdono storicamente parte del loro valore polemico e satirico, mettendo semmai in luce l’acredine e l’amareggiata delusione di un intellettuale atipico di quell’epoca, modernista e progressista, a favore della prostituzione e del femminismo, quest’ultimo ancora al di là del nascere, ma soprattutto un formidabile descrittore di quell’epoca, un testimone prezioso che, attraverso i suoi strali lanciati verso Wagner e il teatro di Bayreuth (nella foto), ci fa capire meglio la società tedesca del tempo, le sue contraddizioni e aspirazioni, le sue falsità e i suoi slanci. A ben guardare, proprio tutto ciò di cui fu intriso lo stesso Richard Wagner.

Oskar Panizza “Wagneriana”, Spirali, pp. 200, euro 16,00

Peeplo Search

Vuoi inserire la Search di Peeplo sul tuo sito ?

Provala subito!