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Andrea Gabrieli, l’iniziatore della musica veneziana per tastiera

Tutto ebbe inizio con un maestro venuto dal Nord, il leggendario fiammingo Adrian Willaert, che nel 1540, dopo essere giunto a Venezia, con un gruppo di allievi e di fedelissimi musicisti, diede avvio all’interno della cappella musicale della Basilica di San Marco a una scuola.

La copertina del cd della NaxosTutto ebbe inizio con un maestro venuto dal Nord, il leggendario fiammingo Adrian Willaert, che nel 1540, dopo essere giunto a Venezia, con un gruppo di allievi e di fedelissimi musicisti, diede avvio all’interno della cappella musicale della Basilica di San Marco a una scuola che sarebbe diventata un faro, un ineludibile punto di riferimento per la musica europea del XVII secolo. Tra coloro che gravitarono nella scuola di Willaert e della sua “Musica Nova”, racchiusa in una fondamentale raccolta di composizioni, ci fu anche il veneziano Andrea Gabrieli, nato intorno al 1532 e morto sempre nella città lagunare nel 1585. Una delle caratteristiche peculiari della “Musica Nova”, ispirata da Willaert e dai suoi accoliti, fu quella di far passare l’ago della bilancia dalla musica vocale a quella strumentale.

Il compositore venezianoTra i generi di composizioni che permisero di attuare questo graduale passaggio ci fu anche quello dei “ricercari”, ossia brani polifonici che potevano essere cantati e suonati su organi e altri strumenti. Tra le applicazioni che ebbero modo di esaltare la bellezza e la ricchezza di espressione di questi “ricercari” ci furono sicuramente gli strumenti a tastiera, a cominciare dal clavicembalo. E tra coloro che si specializzarono in questo genere di composizioni alla tastiera ci fu proprio Andrea Gabrieli (che vediamo nel ritratto). Della sua vita sappiamo pochissimo e dobbiamo al nipote, il grande Giovanni Gabrieli, il fatto di aver pubblicato, dopo la morte di Andrea, buona parte delle sue composizioni musicali.

Il clavicembalista americanoOra, alcuni di questi brani per tastiera sono stati registrati dal clavicembalista americano Glen Wilson (che vediamo nell’immagine a fianco) per l’etichetta discografica Naxos in un pregevolissimo compact disc che presenta pagine eseguite su due esemplari di clavicembalo e di spinetta costruiti da strumenti originali del XVII secolo. Oltre a sette “ricercari” (bellissimo quello del “primo tuono alla quarta alta”), Wilson esegue anche toccate, canzoni, capricci e trascrizioni di due madrigali, uno di Domenico Ferrabosco e l’altro di Cipriano de Rore. Ciò che colpisce in queste esecuzioni è la ricchezza tematica che traspare dalle note e dalle straordinarie ornamentazioni. Musica che sarebbe un torto definire eminentemente astratta, visto che ha la capacità, anche grazie all’aderente e ispirata interpretazione di Wilson, di avvincere l’ascoltatore.

Andrea Gabrieli “Keyboard Music”, Glen Wilson, Naxos, 1 cd, tempo totale: 72,13 (distribuito in Italia da Ducale snc)