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Dialoghi sulla sinfonia ottocentesca

Nella cultura romantica del primo Ottocento, la nascita, reale o fittizia che fosse, di circoli, leghe e gruppi d’intellettuali, artisti e visionari rappresentò un atto propulsivo fondamentale per lo sviluppo e la proliferazione delle loro idee.

La copertina del libro della Zecchini3Nella cultura romantica del primo Ottocento, la nascita, reale o fittizia che fosse, di circoli, leghe e gruppi d’intellettuali, artisti e visionari rappresentò un atto propulsivo fondamentale per lo sviluppo e la proliferazione delle loro idee. Ne fanno testo la celeberrima Lega di David formulata da Robert Schumann, quella altrettanto famosa voluta da E.T.A. Hoffmann (che vediamo nel ritratto in basso), ossia i leggendari “Fratelli di San Serapione”, fino ai “Discepoli di Sais” di Novalis, che nella loro forma letteraria e fiabesca concentrarono le visioni, le proiezioni, i loro sogni e, soprattutto, i loro dialoghi.

Il grande romantico tedescoProprio sulla falsariga di queste leghe e dei dialoghi che svilupparono per irradiare il loro pensiero, il musicologo David Toro ha scritto per i tipi della Zecchini Editore un affascinante romanzo-saggio, intitolato “La sinfonia dell’Ottocento - Dialoghi”, che vede quale protagonista un appassionato cultore di musica, che si presenta con il nome fittizio di Eumolpus, che con altri accoliti decide di dare vita a Lipsia nel 1897 (emblematicamente lo stesso anno in cui muore Johannes Brahms, nella foto in basso) a un circolo all’interno del quale discutere di uno dei vertici assoluti della storia della musica occidentale, l’avvento e l’evoluzione della musica sinfonica germanica.

Il sommo compositore tedescoDialoghi, questi, che iniziano discorrendo delle sinfonie di Beethoven per concludersi con l’avvento di un astro nascente nel campo sinfonico all’imbrunire dell’Ottocento (e quindi dell’Occidente, come evocò in seguito Oswald Spengler), il boemo Gustav Mahler. Nelle oltre duecento pagine del libro, scritto in modo piacevolissimo, scevro da astruserie per addetti ai lavori, l’autore dispiega la sua notevolissima conoscenza in ambito sinfonico per permettere al lettore di comprendere meglio quanto solitamente non fanno le storie della musica: condurlo per mano attraverso lo sviluppo del linguaggio sinfonico attraverso i grandi dell’Ottocento, Beethoven, Mendelssohn, Schubert, Schumann, Brahms, mettendo in correlazione la loro opera con altri compositori che nel resto d’Europa stavano affinando ed evolvendo questo importantissimo genere musicale.

Indubbiamente, grazie alla leggerezza stilistica e avvincente del dialogo, David Toro è riuscito a imbastire una sorta di “Storia della sinfonia nel XIX secolo”, un grande traguardo attraverso il dono della dialettica, della spiegazione colloquiale, sebbene dotta e profonda. Un piccolo, grande regalo per tutti coloro che amano e si appassionano alla musica sinfonica.

David Toro “La sinfonia nell’Ottocento”, Zecchini Editore, pp. 256, euro 20,00