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La storia della musica come non è mai stata scritta

Sia ben chiaro un punto fin dall’inizio. L’ultimo libro di Alessandro Zignani potrebbe risultare scandaloso o quantomeno indigesto per coloro che hanno una visione “lineare” della storia della musica.

La copertina del libro della ZecchiniSia ben chiaro un punto fin dall’inizio. L’ultimo libro di Alessandro Zignani, mente multiforme capace di spaziare dalla germanistica alla musicologia, dal teatro alla letteratura, dall’insegnamento alla direzione orchestrale, potrebbe risultare scandaloso o quantomeno indigesto per coloro che hanno esclusivamente una visione “lineare” della storia della musica. Una storia basata innanzitutto su un filo conduttore, ossia quanto di più rassicurante ci sia per un lettore, quello che dev’essere guidato, preso per mano lungo il sentiero variegato della musica, debitamente complesso e articolato.

Il musicologo e critico italianoEcco, questo tipo di lettore potrebbe sentirsi spaesato affrontando la lettura de “Il suono rivelato - Una storia della musica” di Zignani (che vediamo nella foto), pubblicato da Zecchini Editore, un libro che si propone di presentare la storia della musica in un modo decisamente disarticolato, ma straordinariamente accattivante. Insomma, per dirla chiaramente, autori intelligenti necessitano di lettori altrettanto intelligenti, consci del fatto che leggere non significa trasformare la lettura in un passa-tempo, bensì vuol dire anche e soprattutto apprendere. E chi decide di affrontare la lettura di questo libro avrà veramente molto d’apprendere, anche grazie all’incessante lavoro di rimandi, di fulminei accostamenti che annullano le barriere spazio-temporali, con cui l’autore tratta e plasma la materia, condensata, visto il tipo d’impresa, in appena centottanta pagine!

Suddiviso in tre parti, il libro prende in esame l’affascinante rapporto tra la musica e il mondo delle idee, con Zignani che, da autentico nostromo a suo agio tra i marosi della cultura interdisciplinare, non si perita d’investire il lettore con le sue densissime osservazioni e analisi su ciò che la musica si propone di essere e su com’è stata considerata nel corso dei secoli. Così, davanti ai nostri occhi, accendendo le menti (a volte troppo pigre e abituate a rilassarsi davanti ai capitoli camomillosi di troppi saggi), appaiono in tutta evidenza quei fili, quelle visioni, quei collegamenti che spesso e volentieri restano celati a una comprensione immediata. Perché la musica non è soltanto mera estetica, ricerca della bellezza, ma è anche un meccanismo che per essere capito dev’essere percepito attraverso i suoi molteplici ingranaggi fatti anche d’idee (appunto), logos, storia, economia, filosofia, politica. Tutti aspetti che Zignani puntualmente porta sul palcoscenico, affinché i lettori-spettatori possano finalmente capire.

Questo libro sarebbe un formidabile strumento didattico da portare all’interno delle nostre scuole, perché è prodigiosamente anti-scolastico (soprattutto per un Paese come il nostro), ossia fondamentalmente intelligente e illuminante. Ma proprio perché è tale, non verrà mai preso in considerazione. Ma fortunatamente i lettori non mancano, nemmeno quelli intelligenti. Saranno loro, infatti, a godersi questa meravigliosa lettura formativa.

Alessandro Zignani “Il suono rivelato - Una storia della musica”, Zecchini Editore, pp. 192, euro 19,00