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Passato e presente secondo Gidon Kremer

L’etichetta discografica tedesca ECM, oltre ad essere una delle più raffinate e più attente per ciò che riguarda la qualità tecnica delle registrazioni, è anche quella che cerca di abbinare compositori e generi diversi nei dischi da essa pubblicati.

La copertina del disco della ECML’etichetta discografica tedesca ECM, oltre ad essere una delle più raffinate e più attente per ciò che riguarda la qualità tecnica delle registrazioni, è anche quella che cerca di abbinare compositori e generi diversi nei dischi da essa pubblicati. Una sorta di “crossover” temporale e spaziale che ha quale obiettivo far conoscere all’ascoltatore generi musicali apparentemente diversi e slegati fra loro, ma che in sede di ascolto permette invece di portare alla luce legami a prima vista celati. Una filosofia, questa, che a volte porta a risultati davvero felici e interessanti quando viene attuata, altre un po’ meno, anche se la qualità dell’interpretazione non si discute quasi mai.

Il grande compositore belgaAnche uno degli ultimi dischi pubblicati dalla ECM, intitolato “Hymns and Prayers”, si basa su questo apparente contrasto, ma che in realtà dovrebbe manifestare legami ben più stretti, visto che oltre a proporre una delle pagine più note della musica cameristica del secondo Ottocento, il Quintetto per pianoforte, due violini, viola e violoncello in fa minore di César Franck (che vediamo nella foto), abbina due composizioni di musica contemporanea scritte dal serbo d’origine ungherese Stevan Kovacs Tickmayer, intitolata “Eight Hymns - In memoriam Andrei Tarkovsky”, e dal georgiano Giya Kancheli, dal titolo “Silent Prayer”. A eseguire queste tre partiture ci pensa uno dei maggiori, attuali violinisti nel panorama internazionale, il lettone Gidon Kremer (che vediamo nella foto in basso), alla testa della sua celebre Kremerata Baltica.

Il celebre violinista lettoneAl di là della notevolissima interpretazione fornita nel quintetto del compositore belga d’origine tedesca, che vede tra l’altro la presenza di due notevolissimi musicisti, quali la pianista Khatia Buniatishvili e il violista Maxim Rysanov, davvero coinvolgente e che cerca, rispetto a una certa tradizione stilistica di portare un po’ più di luce e passione in una partitura concepita soprattutto per esaltare meandri oscuri e tenebrosi, resta il problema di dover considerare il tipo di connotazione che lega questo capolavoro cameristico alle altre due composizioni, le quali esprimono a loro modo una peculiare espressione di preghiera e meditazione. Se Tickmayer dedica la sua composizione, che si richiama a una visione che affonda le radici in una sorta di minimalismo dinamico e timbrico, al grande regista russo Tarkovskij, la preghiera-fiaba di Kancheli risulta a volte alquanto scontata e ingenua, con il continuo richiamo a temi di musica popolare alternati a improvvisi sconquassi timbrici, il tutto legato da una voce adolescenziale registrata su nastro.

Il grande artista svizzeroA detta delle note di copertina, il legame, il trait d’union tra le due preghiere sonore e il quintetto di Franck sarebbe da ricercare nel tempo lento di quest’ultima composizione, “Lento, con molto sentimento”, che farebbe da contraltare alla solennità armonica delle due pagine contemporanee. Una tesi che fa leva anche sulle teorie dell’armonia nelle arti visive, elaborata da Paul Klee (nella foto), e citata nelle suddette note. Pur con tutta la buona volontà, se si può fare opera di accentuato “equilibrismo” tra il tempo lento di Franck e l’opera di Tickmayer, decisamente più arduo è farlo con quella del compositore georgiano. Va da sé, naturalmente, che la qualità della tecnica di registrazione farà la felicità dei patiti di audiofilia, oltre a quella interpretativa.

AA.VV. “Hymns and Prayers” Gidon Kremer, Kremerata Baltica, ECM, 1 cd, tempo totale: 74,00 (distribuito in Italia da Ducale snc)