È proprio nei momenti più difficili che l’uomo si rivolge al divino e all’arte, cercando non solo conforto, ma anche una forma di comprensione, per capire quanto sta accadendo nella sua vita e nel suo presente. E quando ci rivolgiamo all’arte musicale, pochi sono coloro che non concentrano la loro attenzione su Johann Sebastian Bach, la cui opera non solo rappresenta uno dei vertici assoluti della civiltà occidentale, ma anche e soprattutto l’incontro assoluto, privilegiato con il mistero della vita, della fede, dell’uomo. Ascoltare Bach è sentire la voce che ci parla in noi stessi e riflettere sulla sua musica rappresenta soprattutto un atto filosofico e teologico, che spazia ben oltre le note del pentagramma.
Ma per comprendere il sommo genio di Eisenach, al di là del coinvolgimento subitaneo che proviamo fin dal primo ascolto delle sue opere, bisogna saperlo accogliere in noi, farlo nostro. Un compito che non è poi così arduo, come ci dice il maestro Antonio Brena (che vediamo nella foto), musicista e direttore d’orchestra bergamasco, che ha scritto per la Zecchini Editore un saggio dedicato proprio al compositore tedesco dal titolo “Le seduzioni di Bach”. In questo libro Brena ha voluto presentare l’uomo Bach (che vediamo sotto nel celebre ritratto di Elias Gottlob Haussmann risalente al 1746) e la sua opera sotto molteplici aspetti, da quello psicologico a quello esistenziale, coinvolgendo biografia e analisi, fatti storici e musicali, citando autori, saggisti, musicisti, tutti impegnati nello spiegare che cosa è stato Bach nella storia della musica e dell’arte.
Questa ricerca a 360° parte dal presupposto che l’universalità della musica bachiana risiede nella sua capacità di essere già insita, instillata nell’ascoltatore, al punto che, come afferma l’autore, in ognuno di noi si cela un “piccolo Bach” in grado di farci accettare quanto il “grande Bach” ha da dirci e insegnarci. E questa universalità è così radicata che Antonio Brena, forte anche dei suoi studi in psicologia, avanza la tesi che la musica del genio di Eisenach possa essere terapeutica per la nostra psiche, un richiamo al nostro ordine interiore, una svolta per l’equilibrio tra noi stessi e il mondo oggettivo. Insomma, se “Bach “seduce” (perfino nella sfera dell’eros) è perché il genio di Eisenach è in grado di toccare più corde, che esulano dal contesto squisitamente musicale.
Antonio Brena ha poi la capacità di affrontare l’analisi, a volte decisamente ardita, dell’uomo Bach e della sua opera, attraverso un linguaggio capace di mettere a proprio agio il lettore-ascoltatore (perché leggere di Bach significa anche saperlo già ascoltare nel nostro cuore), stimolando il suo interesse, al punto che questo libro può essere considerato a tutti gli effetti il punto d’inizio ideale per comprendere la musica e la vita del sommo compositore tedesco, una sorta di viatico, prima di affrontare letture ben più impegnative, come le biografie dedicate da Piero Buscaroli e Alberto Basso a Johann Sebastian Bach.
Antonio Brena “Le seduzioni di Bach”, Zecchini Editore, pp. 176, euro 19,00

Andrea Bedetti








