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Sperimentando e ricercando con l’arpa

Floraleda Sacchi, oltre ad essere una delle maggiori arpiste nell’attuale panorama musicale internazionale, è anche un’artista sempre alla ricerca di nuovi stimoli, di nuovi orizzonti, in un certo senso di nuove sfide.

La copertina del disco della Universal Classics & JazzFloraleda Sacchi, oltre ad essere una delle maggiori arpiste nell’attuale panorama musicale internazionale, è anche un’artista sempre alla ricerca di nuovi stimoli, di nuovi orizzonti, in un certo senso di nuove sfide. Lo testimonia l’ultimo suo disco, intitolato “Harp Favorites” e pubblicato dalla Universal Classics & Jazz, che raccoglie celeberrimi brani appartenenti al periodo barocco e al primo classicismo, rielaborati, arrangiati e “sistematizzati” per l’arpa. Un lavoro, il suo, che presenta pezzi conosciutissimi, come la “Sarabanda” dalla Suite n. 4 e la “Passacaglia” dalla Suite n. 7 di Händel, il Preludio n. 1 BWV 846 dal Clavicembalo ben temperato e la Sinfonia dalla Cantata BWV 156 di Bach, l’immancabile “Canone” in re maggiore di Pachelbel, il “Largo” dal concerto “L’inverno” delle Quattro stagioni vivaldiane e perfino un falso celeberrimo come l’“Adagio” dal concerto per organo in sol minore di Albinoni.

L'arpista comascaTutte pagine celebrate, note perfino a chi non apprezza o segue la musica classica, eseguite al suono affascinante e sempre seducente dell’arpa. Certo, non mancano brani meno conosciuti, come la “Toccata” dalla sesta sonata per clavicembalo di Paradisi, due “Hornpipes” del divino Purcell, un interessante pezzo di uno dei maggiori compositori per arpa, il francese Krumpholtz, e visto che la brava Floraleda Sacchi (che vediamo nella foto) ne è la maggiore studiosa e interprete, il “Rondo” della sonata Op. 2 n. 3 di Sophia Giustina Corri, della quale in precedenza ha inciso un intero cd per l’etichetta discografica Tactus. Alla luce di ciò, cui prodest questo prodotto discografico, che apparentemente può essere definito alla stregua delle tante raccolte, più o meno furbe, che intasano gli scaffali dei negozi di dischi? Ho detto apparentemente non senza motivo, perché ascoltando attentamente questo compact disc, ci si rende conto che dietro di esso c’è un lavoro, una passione, un entusiasmo, una voglia di ricercare e di approfondire com’è nello stile e nella visione dell’artista comasca.

Il sommo compositore sassoneProprio perché diverse di queste pagine sono assai conosciute, e quindi bagaglio ineludibile di musicofili e di chi si picca di conoscere le bellezze e i capolavori della musica classica, si può comprendere, mediante quello che può essere definito un “ascolto stilistico”, come Floraleda Sacchi abbia compiuto (ed è lei stessa che lo spiega debitamente nelle note che accompagnano il disco) un approfondito lavoro di ricerca timbrica, esplorando attraverso le potenzialità dinamiche dell’arpa nuove dimensioni interpretative, giungendo perfino a sovraincidere alcuni brani per via della loro complessità armonica e contrappuntistica. Ne viene fuori un affresco musicale che indubbiamente permette all’ascoltatore (quello realmente motivato e debitamente preparato) di affrontare questi brani passandoli, per così dire, ai “raggi X” di un ascolto sorprendentemente coinvolgente e stimolante. Basterà ascoltare la “Sarabanda” di Händel (ce vediamo nel ritratto) il tanto abusato “Largo” vivaldiano per capacitarsi di come l’artista comasca abbia plasmato, attraverso un sapiente equilibrio di arrangiamenti e scelte timbriche e dinamiche, un nuovo modo di proporre queste composizioni.

La qualità tecnica della registrazione viene in parte snaturata dalla microfonatura che è stata effettuata troppo vicino allo strumento. Se in questo modo è possibile cogliere le minime sfumature che Floraleda Sacchi riesce a creare con la sua arpa, dall’altro gli alti escono dai diffusori inevitabilmente troppo duri, saturi, “metallici”, oltre al fatto che l’arpa risulta troppo spostata in avanti nello spazio sonoro rispetto all’ascoltatore.

AA.VV. “Harp Favorites” Floraleda Sacchi, Universal Classics & Jazz, 1 cd, tempo totale: 60,44 (distribuito in Italia da Universal Music Italia)