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Compositori italiani a Dresda

Antonio Scandello, Giovanni Battista Pinello, Johann Hermann Schein, Carlo Farina e Heinrich Schütz. Furono questi compositori italiani o di scuola italiana a monopolizzare la vita musicale del XVI secolo e della prima metà di quello successivo nella luterana Dresda.

La copertina del disco QuerstandAntonio Scandello, Giovanni Battista Pinello, Johann Hermann Schein, Carlo Farina e Heinrich Schütz. Furono questi compositori italiani o di scuola italiana a monopolizzare la vita musicale del XVI secolo e della prima metà di quello successivo nella luterana Dresda, come ci ricorda l’interessante Cd, dal titolo “Italiener in Dresden”, pubblicato dall’etichetta discografica tedesca Querstand, che presenta composizioni dei suddetti autori eseguite dai componenti dell’ensemble “Instrumenta Musica”, diretti dal trombonista barocco Ercole Nisini (che vediamo nella foto in basso). Composizioni che ci fanno conoscere una storia che ha inizio il 22 settembre 1548, quando il principe elettore di Sassonia Maurizio, con la creazione di una “Hoff-Cantorey”, ossia di un coro di corte, pose le basi per fare di Dresda un centro musicale d’importanza europea.

Il trombonista baroccoLa “Hoff-Cantorey” di Dresda fu diretta da Johann Walter, il consulente musicale di Martin Lutero, e fu composta inizialmente da undici cantanti adulti e da nove fanciulli, a cui si aggiunsero l’anno successivo anche sei musicisti. Oltre alla “Hoff-Cantorey”, la protestante Dresda, durante il regno del principe elettore Augusto, ebbe in piena attività anche la “Hofkapelle” (la cappella di corte) che nel suo primo periodo di splendore giunse ad avere quaranta membri. Tra i musicisti ingaggiati nel 1549 c’era anche Antonio Scandello (1517-1580), che nove anni più tardi fu nominato maestro di cappella, autore di composizioni sacre sia in tedesco (come ci mostra questo disco) sia in italiano. Altro italiano presenta a Dresda fu Giovanni Battista Pinello (ca. 1523-1594) che fece conoscere in quel contesto culturale il genere delle villanelle e che succedette allo stesso Scandello quale maestro di cappella.

Il compositore tedescoNel disco in questione possiamo ascoltare tre villanelle di Pinello, oltre a un intenso “Pater noster”. Ma il più famoso dei cosiddetti “italiani” fu sicuramente Heinrich Schütz (che vediamo nel ritratto a fianco), il quale studiò a Venezia, con il grande Giovanni Gabrieli, dal 1609 fino al 1612 e che fece conoscere a Dresda la grande musica veneziana fondendo la fantasia con il mirabile contrappunto nordico. Di questo compositore il disco presenta due brani tratti dalle sue “Symphoniae sacrae”. Altro compositore tedesco legato alla tradizione italiana, sempre quella delle villanelle, fu Johann Hermann Schein (1586-1630) del quale vengono presentati tre brani tratti dalla sua raccolta “Musica Boscareccia”.

Il soprano polaccoInfine, il compositore più enigmatico, del quale si hanno pochissime notizie, il mantovano Carlo Farina (ca. 1600-1639), la cui biografia è quasi ignota, anche se si sa che operò a Dresda nel 1628 e che fu autore di brani strumentali a due e quattro voci che mostrano un’interessante commistione di elementi italiani e tedeschi. Di Farina, il disco presenta sei danze strumentali. L’interpretazione dei membri della “Instrumenta Musica”, con la presenza del soprano polacco Maria Skiba (che vediamo nella foto) è assai convincente, grazie anche alla bella voce della stessa Maria, particolarmente indicata per questo tipo di composizioni. Buona anche la ripresa tecnica della registrazione. Da consigliare a tutti gli appassionati di musica antica.

AA.VV. “Italiener in Dresden”, Instrumenta Musica, Querstand, 1 cd, tempo totale: 63,58 (distribuito in Italia da Codaex Italia srl)