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  • Un virtuoso da ricordare - Seconda parte

    Pierre Rode compose tredici concerti per violino e orchestra, diversi dei quali furono eseguiti dai maggiori virtuosi dell'epoca, tra cui lo stesso Paganini, come abbiamo già avuto modo di notare.

  • Un virtuoso da ricordare - Prima parte

    Probabilmente, il nome di Pierre Rode non dirà nulla a molti, perfino agli appassionati di musica, ma questo compositore francese, nato nel 1774 a Bordeaux e morto nel Castello di Bourbon, nei pressi di Damazan, nel 1830, è stato uno dei primi grandi virtuosi del violino nel XIX secolo.

  • La Dama dei Sei - Seconda parte

    Cristina Ariagno è una raffinatissima interprete che ha deciso di specializzarsi proprio nella musica pianistica francese a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

  • La Dama dei Sei - Prima parte

    Anche se il nome di Germaine Tailleferre non è ancora conosciuto come meriterebbe dal grande pubblico, è indubbio che questa compositrice francese, nata a Saint-Maur-des-Fossés nel 1892 e morta a Parigi nel 1983, ha rappresentato una voce davvero originale, arguta, intellettualmente stimolante nel panorama musicale europeo del primo Novecento.

  • Una vita bruciata

    Strano destino quello di Albéric Magnard, un compositore francese nato a Parigi nel 1865 e morto a Baron, a una trentina di chilometri dalla capitale, nel settembre del 1914, visto che la sua morte assume i contorni di una grottesca tragedia, come quella di cui fu vittima, più di quarant'anni dopo, il grande compositore austriaco Anton Webern.

  • Un epigono di Brahms - Seconda parte

    Sotto la direzione del direttore olandese David Porcelijn, uno specialista dell’esecuzione delle composizioni di Julius Röntgen, ed eseguito dai membri della NDR Radiophilharmonie di Hannover, il cd presenta la Sinfonia n. 18 in la maggiore (delle ventuno composte dal musicista), creata nel maggio 1931.

  • Un epigono di Brahms - Prima parte

    La storia della musica colta occidentale è fatta non solo dai sommi compositori, da coloro che hanno lasciato tracce imperiture della loro arte e creatività, ma anche e soprattutto da una miriade di musicisti che, sebbene non abbiano consegnato ai posteri opere immortali o irrinunciabili, risultano altrettanto preziosi in quanto testimoni, con la loro produzione, di un determinato gusto musicale dell'epoca, di come abbiano, attraverso la loro sensibilità e visione estetica, rappresentato quella stessa epoca.

  • Il riscatto della musica strumentale italiana - Terza parte

    Il compact disc in questione rappresenta, effettivamente, un’ottima occasione per introdurre un compositore quale Alfredo Casella (le cui opere non sono state ancora valorizzate, soprattutto in sede concertistica) a quanti desiderano apprezzare il suo raffinato e accattivante stile strumentale.

  • Il riscatto della musica strumentale italiana - Seconda parte

    Casella, giunto a Parigi nel 1896, ebbe modo di studiare, tra gli altri, con Gabriel Fauré, il quale, con le opere di Debussy, Mahler e i poemi sinfonici di Richard Strauss, esercitò un indubbio influsso nella prima produzione del compositore torinese.

  • Il riscatto della musica strumentale italiana - Prima parte

    Fu definita la cosiddetta "generazione dell'Ottanta", quella formata da compositori come Franco Alfano, Ottorino Respighi, Ildebrando Pizzetti, Gian Francesco Malipiero e Alfredo Casella.