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  • Un capolavoro lirico del Novecento - Terza parte

    Il compositore italo-americano prese spunto per quest’opera da una notizia apparsa sulla stampa americana, il 12 febbraio 1947, sul suicidio di una profuga polacca che si era impiccata a Ellis Island, dopo che le autorità americane le avevano negato il visto d’ingresso.

  • Un capolavoro lirico del Novecento - Seconda parte

    Nel 1923, il giovane musicista, dietro suggerimento di Arturo Toscanini, s’iscrisse al conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, ma alla morte del padre, la madre decise di lasciare l’Italia, portando con sé Gian Carlo, il quale continuò gli studi musicali al Philadelphia’s Curtis Institute of Music.

  • Un capolavoro lirico del Novecento - Prima parte

    Molti lo ricordano quasi esclusivamente per essere stato, nel 1958, il fondatore e l’instancabile direttore per moltissimi anni del “Festival dei Due Mondi” a Spoleto, ma il nome di Gian Carlo Menotti merita di essere rammentato anche per il fatto di essere stato uno dei maggiori compositori del Ventesimo secolo.

  • Un divino burbero al liuto - Seconda parte

    Bene ha fatto, dunque, il più grande liutista vivente, l’americano Paul O’Dette, a registrare per l’etichetta “Harmonia Mundi” (con la quale, tra l’altro, ha dato inizio a un’irrinunciabile integrale delle musiche per liuto di Johann Sebastian Bach), una silloge delle composizioni di Neusidler.

  • Un divino burbero al liuto - Prima parte

    Un uomo burbero, dal carattere impossibile, irascibile, facile alla provocazione e alla rissa, ma con il liuto tra le mani era capace di trasformarsi in una figura divina, ammirato dai contemporanei e musicista entrato nelle grazie della potentissima famiglia dei banchieri Fugger. Costui fu Melchior Neusidler.