Francesco Magni

Saltellando come un folletto, Francesco Magni zompetta fuori dagli schermi del festival di Sanremo ’80 con l’apparentemente scanzonata “Voglio l’erba voglio”, che si piazza al ventesimo posto

 

  

Francesco Magni
In realta,ed in tutta confidenza, io non sono un uomo.
Sono un folletto, uno gnomo,sai quello delle favole?
Ecco.E’ successo che ridendo e scherzando con un
mio amico mago, mi è venuta voglia di trascorrere un
certo periodo tra gli uomini.Come tu sai noi gnomi
viviamo trecento anni, quindi mi son detto che potevo
benissimo usarne una quarantina per viverli da uomo.
Il mago mi ha allungato un po’, neanche tanto eh, ed
eccomi qua, fra di voi.L’unica condizione che mi è stata
posta per questa mia trasformazione, è che non cambiassi
il mio carattere e la mia anima con quelli degli uomini
troppo complicati e difficili”.
Francesco Magni - 1980


Francesco Magni esordisce a Sanremo nel 1980 vincendo il premio della critica con una deliziosa canzone, che forse quelli della mia epoca sicuramente conosceranno:  Voglio l’erba voglio

Del Sanremo dell’‘80  ricorda Benigni, che lo incitava mentre si apprestava a salire sul palcoscenico dell’Ariston, dicendo: ” Vai Magni che sei grande”.

Saltellando come un folletto, Francesco Magni zompetta fuori dagli schermi del festival di Sanremo ’80 con l’apparentemente scanzonata “Voglio l’erba voglio” , che si piazza al ventesimo posto, ma che comunque ha un successo di pubblico

.Francesco, vive in Brianza, dove scrive e suona le sue canzoni dall’inizio degli anni ’70.

anno appunto in cui comincia la sua avventura musical. Il primo disco è  intitolato Il paese dei bugiardi, in dialetto El paes di bosiard,  che viene  pubblicatoa nel ’78. L’ultimo Scigula, cioè Cipolla, nel 2003

La grinta poetica delle prime composizioni dialettali  cattura l’attenzione di Nanni Svampa, che le incide e le pubblica per la Durium (Lp “Al dì d’incoeau”-’77).
Il caso lo fa incontrare su di un treno con  Moni Ovadia talent scout e leader del Gruppo Folk Internazionale. Scocca una scintilla e Ovadia produce per l’Ariston “Il Paese dei bugiardi (’78) e “Cocò” (’80).

Storie  che non inseguono un filo logico e moderne favole venate di malizioso humor popolare, prendono forma coloratissime su sfondi ecologici e sociali in cui spicca la presenza, tra gli altri, di astri nascenti come Mario Arcari e Piero Milesi - che lavoreranno poi con Fossati e De Andrè -, gli ottimi Franco Parravicini, Gerardo Cardinale, Vincenzo Zitello e Roberto Mazza, le voci di Antonella Ruggiero e Alberto Fortis. Una reazione davvero esplosiva.
Nel frattempo, Francesco diventa insegnante di musica di base nelle scuole elementari; e  nel 1981 realizza il singolo“Dracula-Canzone d’amore”  seguito nel  dal  piccante  “Magnetico Tic”  che prende vita nel 1983
Segue un periodo di viaggi, di riflessioni e lavoro manuale per il restauro di una vecchia cascina in Brianza. Il Nada Yoga, la via del suono, lo avvicina alla musica indiana. Canta nel tempio di Shirdi Baba in India  il frutto di questa esperienza e’ la  realizzazione del cd “Sai Mama” (negli studi di Daniele Caldarini e Roberto Colombo). Il cd in seguito verrà stampato anche in lingua inglese (“Sai Mother” ).
Con Parravicini vince il Premio Chico Mendes per la canzone ecologica“Lambrada”, risprendendo  l’amato  dialetto.

Nel 1995 collabora coi Matia Bazar e riesce a farsi produrre da Roberto Colombo l’ottimo “Amami di meno amati di più”

.
Ed eccolo di nuovo qua, fischiettando, chitarra e armonica, affiancato dalle puntuali chitarre di Franco Parravicini e quattro giovani fiati, coretto incluso, a riproporre tenacemente i suoni della Brianza. Scigula è il titolo dell’ ultimo spettacolo e dell’omonimo cd, con atmosfere che sanno di terra e temporali, ruvide antiche ballate, raffinati cammei, perfetti strampalati scioglilingua e la sua voce che il tempo

arrotonda come un vino passito.

Dice Francesco:
“ La parlada l’è la mama,
la scritura l’è la zia,
el rest domandel a la sciura Maria
”.

 

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