Morris Corti

Intervista Esclusiva

foto del dj Come nasce artisticamente Morris Corti?
Ho iniziato a dilettarmi come dj nel 1989 a 16 anni con amici, 2 anni dopo la prima piccola discoteca come resident, il Venus Club di Como.

Poi con gli anni la passione è diventata sempre più grande e ho iniziato a pensare di poter creare qualcosa di mio, e nel 1994 è uscita la prima release “One Two Three Four” realizzata con lo pseudonimo Future Brain su etichetta Propio Records dell’allora top italian dj/producer Sefano Secchi.

Da lì in poi ho capito che la musica sarebbe potuta diventare la mia vita professionale a tutti gli effetti.

Tre aggettivi per definire il tuo sound?
Diciamo che cerco di proporre un sound carico, coinvolgente e non scontato.

Quali sono i tre dischi attuali che secondo te hanno una marcia in piu’?
In assoluto il rmx di “I gotta feeling” dei Black Eyed Peas un disco che accontenta tutti e che ribalta la pista, Sgt.Slick “Behind the Sun” remixato dal mio amico Cristian Marchi e mi permetto di citare il mio nuovo singolo in uscita su Checktime Records “I Rock I Sweat I Dance” realizzato a quattro mani con Eugenio LaMedica, una disco molto “furbo”, come mi hanno detto molti colleghi.

Quali sono i tre dischi Old School che porti sempre con te?
Kings of Tomorrow “Finally”, Alan Braxe & Fred Falke “Runnin”, Jestofunk “Can We Live”. Ad oggi ancora sound attualissimo.

Parlaci dei tuoi prossimi lavori, cosa bolle in pentola?
Tante cose, tanti lavori in cantiere, produzioni mie e remix di brani di altri artisti.

In arrivo tra qualche mese una produzione realizzata con Mariospray, che con me è dj resident al CFC di Como, e l’esordio alla voce di Eleonora Rossi, già nota come vocalist e per le svariate apparizioni televisive, il pezzo si chiamerà “Follow Me”.

Come nascono le tue song?
Difficile dirlo,in molti modi..a volte l’idea arriva in un lampo e da un riff melodico poi si sviluppa tutto il resto. Altre volte ad esempio si cerca spunto da qualche disco del passato, mi ispirano in modo particolare le contaminazioni dal periodo fine anni 70.

Quali sono gli strumenti che usi per plasmare il tuo sound?
Diciamo che dal mio primo Atari ST1040 con Cubase 1.0 che girava su floppy disc ne è passata di strada..ora senza fare nomi di brand vari lavoro con un sequencer professionale e un altrettanto valido software di audio editing, il tutto ovviamente supportato da un computer workstation con una scheda audio firewire esterna, una master keyboard e, l’ultimo acquisto, le mie splendide monitor che voglio menzionare perchè ne sono veramente soddisfatto, sono le ADAM A7.

Vuoi lanciare un messaggio a tutti i lettori di superEva Guida House?
Un consiglio che voglio dare a tutti i ragazzi giovani che si avvicinano al mondo della musica, che sognano di diventare dj o producer è che ci vuole molta passione, impegno e sacrificio, e mai fretta, la cosiddetta gavetta è un’esperienza fondamentale nel percorso professionale di qualsiasi dj.

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