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Italian Instabile Orchestra

Storia di un "miracolo italiano"

“Un po’ gesto scaramantico; un po’ sberleffo di un manipolo di irregolari senza appoggi istituzionali verso la prosopopea delle formazioni stabili”. Così Marcello Lorrai, autore del libro dedicato all’orchestra edito da Auditorium, definisce la Italian Instabile Orchestra. Nata da un’idea del trombettista pugliese Pino Minafra, l’Instabile si esibisce per la prima volta al festival di Noci nel 1990 con un primo gruppo di composizioni originali. Quest’anno la formazione festeggia i dieci anni di attività, costellati da numerosi successi, sia discografici che concertistici. A settembre è uscito il nuovo CD “Litania Sibilante” dell’etichetta ENJA. Senza vincoli formali, patrocini pubblici, sponsor, l’Instabile resta insieme dal lontano 1990, diventando una vera e propria calamita di grandi musicisti: nel 1991 (fino al 1996) vi entra a far parte Giorgio Gaslini, decano del jazz italiano di ricerca; all’inizio del 1997 appare nelle file dell’orchestra Enrico Rava, uno dei jazzisti italiani più conosciuti all’estero. L’Instabile però costituisce anche un trampolino di lancio per giovani musicisti come il trombettista Alberto Mandarini.
Rapidamente, grazie anche al lavoro di promozione di Riccardo Bergerone (condotto con una passione che scavalca lo scopo manageriale), l’orchestra attira l’attenzione degli organizzatori di concerti e festival europei, francesi e tedeschi in particolare. Inoltre è alla sua quarta edizione l’”Instabile Festival” di Pisa che si svolgerà dal 9 al 12 novembre, dove l’orchestra si esibisce regolarmente. A dare un importante impulso alla compagine jazzistica italiana è stato sicuramente il secondo album dell’Instabile, “Skies of Europe” pubblicato nel 1995 dalla rinomata etichetta tedesca ECM. Va inoltre ricordato che per ben quattro volte (1992, 1994, 1995 e 1997) l’Instabile ha vinto il referendum della rivista Musica Jazz come miglior gruppo.

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