Questo sito contribuisce alla audience di

Intervista alla cantante Maria Pia De Vito

La cantante napoletana si racconta

Com’è nato il progetto che ti ha portato all’incisione del disco “Verso” insieme a John Taylor e Ralph Towner?
In realtà il progetto è nato da una fortunata serie di combinazioni. Nell’estate del 1997 io e John suonammo in duo al festival “Rumori Mediterranei” di Roccella Jonica. Dopo il concerto venne a trovarci in camerino Ralph Towner, anche lui a Roccella per un concerto, complimentandosi moltissimo con noi, dicendo che era il concerto più bello che aveva mai sentito, insomma tutte cose molto belle. Dopo poco ci rincontrammo per caso in ristorante e lì chiacchierando nacque l’idea di suonare in trio (con John e Ralph). Immediatamente abbiamo incominciato a lavorare insieme; Ralph ha messo a disposizione alcuni suoi brani, tra cui uno inedito “L’ombra e la grazia” (contenuto nel CD “Verso”). Anch’io ho proposto miei brani, arrangiati per la nuova formazione in trio. L’anno successivo abbiamo fatto un primo concerto al Teatro Bellini di Napoli, seguito da una tournée e poi finalmente l’incisione con la “Provocateur Records”, un’etichetta inglese nata da qualche anno grazie al compositore Colin Towns, con il quale lavoro dal 1996. Con Colin avevo già registrato due dischi, di cui uno con un’orchestra sinfonica e con ospite Norma Winston. Dopo aver creato l’etichetta Colin mi ha proposto di incidere un disco e io gli ho proposto il trio con John e Ralph. Il disco è uscito prima in Italia nell’aprile del 2000 e poi nel resto d’Europa a giugno. Dopo l’incisione abbiamo fatto una tournée europea che ci ha visti in Inghilterra, Irlanda, Austria, Italia, Svizzera e Germania. Le reazioni sia della critica che del pubblico sono state molto molto buone. Stiamo pensando di mettere su un’altra tournée per il 2002.
Mi piacerebbe conoscere come avete affrontato la costruzione di questo trio un po’ anomalo, con la presenza della splendida chitarra di Ralph Towner.
In realtà la cosa è venuta stranamente semplice; dico stranamente perché mettere insieme due strumenti armonici come chitarra e pianoforte è tutt’altro che semplice e ci vogliono, secondo me, delle persone eccezionali come John Taylor e Ralph Towner. Sinceramente non riesco a immaginare molti altri pianisti e chitarristi di quel tipo che possano suonare insieme. C’è poi la mia voce che fa un po’ da trait d’union tra gli altri due strumenti. Nel disco la voce non è intesa come protagonista nel senso che c’è la cantante e gli accompagnatori, ma come altro perno del trio. Ad esempio nei brani senza testo la voce è una voce strumentale come le altre due. Il fatto che io abbia un retroterra jazzistico, di pratica dell’improvvisazione sugli accordi, ha aiutato questo progetto ad essere dinamico. Inoltre la cosa che è piaciuta molto sin dall’inizio a John e a Ralph è il mio utilizzo della lingua napoletana, sicuramente non abituale per questo genere di musica, che unita al loro modo di far musica ha prodotto questa combinazione magica.

Le categorie della guida

Link correlati