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Carlo Lomanto

Profilo dell’artista napoletano

Carlo Lomanto inizia la sua attività artistica nel 1988 con il gruppo vocale “Chattanooga” e con loro collabora con molti artisti della musica leggera italiana tra cui: Teresa De Sio, Fred Buongusto, Roberto Murolo, Tony Esposito, Tullio De Piscopo, Eugenio Bennato ecc.

Dal 1991 al 1998 insegna tecnica vocale e canto jazz presso l’A.N.D.J.(Associazione Napoletana Diffusione Jazz), organizzando e seguendo concerti e seminari di alcuni grandi musicisti jazz, tra cui: Bob Stoloff, Norma Winstone, John Taylor, Ares Tavolazzi, Fabrizio Sferra ecc.

Come solista canta in innumerevoli club e rassegne di jazz, collaborando con alcuni dei migliori musicisti di jazz italiano tra cui: Pietro Condorelli, Maria Pia De Vito, Daniele Scannapieco, Francesco Nastro, Aldo Vigorito, Antonio Onorato, Francesco D’Errico, Aldo e Angelo Farias, Vittorio Pepe, Marco Sannini ecc.
Inoltre vanta una serie di concerti ed una trasmissione radio Rai 1 con il clarinettista americano Tony Scott, ed un concerto con il compianto sassofonista
Massimo Urbani.

Nel Settembre 1995 si classifica al secondo posto nel concorso jazz indetto dal comune di Baronissi (SA). Presentando due brani eseguiti a cappella con l’ausilio di apparecchiature elettroniche che gli permettono di registrare ed armonizzare la sua voce in diretta.

Nel maggio 2000 all’Up Stroke di Napoli riceve da Lino Vairetti il premio “Uomini e Miti” per l’apporto alla ricerca musicale dato alla città di Napoli.

Discografia:
1990 Chattanooga “Aria di Ieri” (Rosso di Sera)
1991 Chattanooga “Splash Splash” (Rosso di Sera)
1995 AA.VV. “Singers” (Bop & Pop)
1997 AA.VV. “Con Senso” (Polo Sud)
1999 Carlo Lomanto “Le Cose che ho perso” (Polo Sud)

Breve rassegna stampa

“Le cose che ho perso” un lavoro che mette a confronto la lezione americana e quella mediterranea
Stefano de Stefano - Il Corriere del Mezzogiorno 27.01.2000

C’è un disco in più tra quelli da comprare “Le cose che ho perso” il primo lavoro discografico di Carlo Lomanto. Dodici tracce per entrare nell’universo sonoro di un’artista di gran talento.
Laura Cassese - Cronache di Napoli 30.01.2000

L’album “Le cose che ho perso” è un felice approdo ad un discorso coerente, ad una cantabilità originale che perviene dallo studio del jazz per sfociare nella canzone d’autore. Grande swing, abilità nel fraseggio che diventa un gioco nel consumato talento del vocalist Carlo Lomanto.
Maresa Galli - Roma 01.02.2000

Carlo Lomanto voce in bilico tra il jazz ed il pop, mostra calore e controllo negli episodi in stile vocalese, ma anche tenerezza e gusto nel porgere canzoni sofficemente jazzate come “La favola di un suono solo” e coraggio nel ricordare gli esperimenti fonetici di Demetrio Stratos. Una conferma delle capacità non solo vocali di Lomanto, alla ricerca ora di un repertorio originale.
Federico Vacalebre - Il Mattino 01.02.2000

Infine, con una punta d’orgoglio e con la consapevolezza del marchio di prestigio che nel suo piacevole album d’esordio “Le cose che ho perso”, il vocalist Carlo Lomanto esibisce un lungo elenco di ospiti speciali: una vera e propria All Stars di jazzisti campani. Molti dei quali figurano nell’elenco che abbiamo appena tracciato. Tratto da “Campania L’interscambio, nuovo rinascimento”.
Pietro Mazzone- Musica Jazz Novembre 2000

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