Questo sito contribuisce alla audience di

I metallari esistono? Una riflessione sociologica.

Come si evolve nel tempo una figura frutto della mania di etichettamento di cui era malata la società degli anni ’80.

Sugli anni ottanta si è detto tutto e il contrario di tutto senza quasi
mai sbagliare

Sugli anni ottanta si è detto tutto e il contrario di tutto
senza quasi mai sbagliare.

Questo è possibile perché il periodo in questione
è trascorso sotto il segno del conflitto. Il boom economico provocava da un
lato l’esplosione di fenomeni quali lo Yuppie arrampicatore o il “paninaro”
(quest’ultimo versione in erba del primo) schiavi del consumismo dilagante e
della massima “non importa ciò che sei, ma come appari agli altri”, dall’altro
la nascita di una quantità di subculture metropolitane in qualche modo in
contrasto con i valori e gli obbiettivi della società e con i mezzi da questa
riconosciuti leciti per raggiungerli.

I metallari rappresentavano una di queste
subculture ed erano quindi perfettamente integrati nel contesto, singolare
alter-ego della società di allora. Chi non ha vissuto gli anni ottanta in
maniera consapevole questo non può, ovviamente, ricordarlo.

E oggi?

I tempi, si sa, sono cambiati e i ruoli sociali
pure. Cosa rappresenta oggi il mondo della musica metal? Chi sono i metallari
del 2000? Cosa contestano? Contro cosa urlano? Chi sono i loro eroi e, soprattutto,
si chiamano ancora così?

Moltissimi ne parlano, molti danno spiegazioni ma pochi lo
chiedono a chi con la musica metal ci è cresciuto. Io vorrei chiederlo a voi
lettori di queste pagine, facendo dell’argomento oggetto di discussione anche
nel href="http://forum.supereva.it/cgi-bin/intrattenimento_e_spettacolo/board.cgi?az=list&forum=musica_metal">forum.

Mandatemi e-mails in abbondanza, quindi, e faremo
finalmente luce sul mistero dei misteri: i metallari esistono?