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E' scoppiata una guerra civile nel metal?

Che succede? I contrasti fra coloro che ascoltano tipi di metal diversi aumentano sempre di più. Perché?

Mai come oggi il mondo del Metal (inteso naturalmente nella sua accezione più ampia) è in gran fermento: il panorama si complica, i generi si moltiplicano e le bands spuntano come funghi. Questa è senz’altro una buona cosa perchè indica che cresce l’interesse verso la nostra musica, che viene utilizzata sempre più come “ingrediente principale” in operazioni di comtaminazione talvolta anche di un certo spessore.

L’altra faccia della medaglia, forse un po’ meno confortante, è che questa espansione a trecentosessanta gradi del genere sta generando una certa disgregazione, sotto la spinta centrifuga di un sempre maggiore integralismo e di una sempre minore tolleranza nei confronti di ciò che è “altro”.

A pensarci bene, la situazione ricorda - in piccolo, ovviamente - ciò che succede nelle moderne società multietniche, nelle quali ognuno si vanta di essere “evoluto e tollerante” nei confronti delle diversità ma nessuno poi è in grado di evitare che scoppino episodi di violenza legata alla discriminazione.

Ricordo che anni fa c’era moltà più unità fra di noi (senza peraltro rinunciare alle critiche costruttive), dovuta forse anche al fatto che eravamo un po’ costretti a fare quadrato contro i pregiudizi generali di allora (parlo di coloro che giudicavano il metal come ignobile rumore).

Oggi tutti più o meno sono in grado di ascoltare metal, i pregiudizi generali sono quasi spariti anche grazie alla contaminazione fra generi, e chissà se questo non ha portato anche il seme dell’intolleranza fra di noi. Ancora una volta la risposta sta nel gettare uno sguardo al passato, in modo da rinfrescarci un po’ la memoria su chi siamo.

E se tutti facessimo un piccolo passo indietro?