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Van Halen_____Van Halen II___1979

Un classico dei classici dell'Hard Rock. Stupendo.

Era il 1979. Il grande Pat Metheny dava alle stampe il suo meraviglioso “American Garage” quando usciva quest’album. Che anno per la chitarra! Basta ascoltarlo una volta oggi per avere un’idea della reazione che il mondo – evidentemente impreparato ad una cosa del genere – ebbe al momento dell’uscita. Credo che la domanda più gettonata dell’anno fu qualcosa del tipo: ”ma questo Van Halen da quale pianeta viene?”.

Naturalmente è una domanda alla quale io – che ancora oggi considero Eddie Van Halen il più innovativo, talentuoso e divertente chitarrista rock della storia – non potrò mai rispondere. Quello che so per certo è che Van Halen II è uno dei migliori lavori dei Van Halen e che, quindi, è uno fra i più bei dischi di Hard Rock mai prodotti.

La line-up della band era quella dei tempi d’oro, con “Diamond” Dave cantante (anche se a me piace anche Sammy Hagar). C’era: Edward Van Halen – chitarra; Alex Van Halen – batteria; Michael Antony – basso; David Lee Roth – voce.

La traccia d’apertura è “You’re No Good”, remake del brano anni ’70 di Clint Ballard che era stato portato poi al successo nel ’74 da Linda Ronstadt; “Dance The Night Away” è un bellissimo brano dai colori caraibici, uno dei miei preferiti; “Somebody Give Me a Doctor” è uno dei classici di Van Halen, mentre “Bottoms Up” sarà per sempre ricordata per il suo riff. “Outta Love Again” è un fast che sicuramente avrà generato gravi complessi d’inferiorità in moltissimi batteristi dell’era della disco-dance; “Light Up The Sky” è un altro bellissimo fast: in questo brano c’è una delle parentesi più belle della chitarra rock: si tratta di una parte in finger-picking suonata pianissimo ma con l’overdrive e l’amplificatore ad un volume evidentemente mostruoso. Fulgido esempio di tocco da artista, che trova conferma nell’incredibile “Spanish Fly”, assolo di chitarra classica dove il nostro guitar-hero sfoggia tutta la sua tecnica e musicalità (incredibile il suono del tapping sulle corde di nylon della chitarra “flamenco”). Per ovvi motivi questo pezzo è celebre presso i chitarristi, anche quelli non “Van-Haleniani”.

Seguono “D. O. A. ” e “Women in Love”, il pezzo più tranquillo del disco, mentre a chiudere questo autentico capolavoro è “Beautiful Girls”, il pezzo che preferisco in assoluto. E’ uno shuffle in perfetto stile Van Halen, irriverente e scanzonato, che santifica (giustamente) le bellezze femminili Californiane ed in cui David Lee Roth dà il meglio di sé (soprattutto dal punto di vista dell’interpretazione. Beh, d’altronde come poteva essere diversamente?). Rappresenta al meglio una generazione che ha saputo vivere nel migliore dei modi.

Un disco di grande musica, quindi, che ha una sola controindicazione: se suonate la chitarra e non volete cambiare mestiere, non compratelo.