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Steve Vai___Sex & Religion____1993

Qualche impressione.

“Ho rispolverato questo vecchio disco quasi per caso e quasi d’istinto l’ho infilato nel lettore cd”. Più della metà dei miei interventi dedicati ai classici potrebbero cominciare con questa frase.

In realtà dovrei dire che più della metà delle volte che metto le mani su un vecchio disco nasce un intervento dedicato ai classici. Eh, che volete: sono un romantico, io!

Questo “Sex & Religion”, pur essendo abbastanza fedele allo stile di Vai, ha alcuni tratti fortemente caratterizzanti rispetto ai lavori precedenti del supervirtuoso della chitarra per eccellenza.

Questo non vuol dire che chiunque può impunemente mettere su quest’album e fare qualcosa che non sia sedersi ed ascoltarlo, e chi ha provato ad ascoltare Steve Vai mentre guida nel traffico all’ora di punta ha senz’altro capito a cosa mi riferisco. In effetti il disco è acido e spigoloso quanto basta, ma possiede (e qui sta la novità rispetto alla maggior parte delle composizioni di Vai) una gradevole vena Hard Rock che ricorda (sic!) i tempi dei LeeRothiani Eat ‘em & Smile e Skyscraper. Almeno in alcuni brani.

Il resto ricorda molto il precedente - e bellissimo - Passion and Warfare.

Ciò che impreziosisce ulteriormente quest’album rispetto agli altri della discografia di Vai è il drumming di Terry Bozzio, veramente musicale, oltre a T. M. Stevens al basso e Devin Townsend al microfono.

I chitarristi apprezzeranno sicuramente questo lavoro del loro idolo preferito (lo so che è così, non mentite sapendo di mentire!), anche se va detto che - da un punto di vista “teleologico” - questo disco non ha aggiunto nulla di nuovo al panorama musicale di quegli anni.