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Slash's Snakepit___Ain't Life Grand____2000

Chi dice che i dischi solisti o di side projects non possano superare quelli delle bands "ufficiali"?

Probabilmente chi non ha mai sentito Ain’t Life Grand degli Slash’s Snakepit (il gruppo di Slash, ex chitarrista dei Guns’n'Roses). D’altronde a pensarci non stupisce neanche un po’ che quest’album sia per molti versi superiore a quelli dei Guns’n'Roses, visto che il nostro Slash è sempre stato senza ombra di dubbio il miglior elemento dei Guns.

Ain’t Life Grand è un album di Hard Rock “veccha maniera”, che per certi versi ricorda abbastanza i primi Guns’n’ Roses (e come non potrebbe? Se Axl Rose era il leader “simbolico” di quella band, Slash senz’altro ne era l’anima creativa); lo stile è sempre quello, americanissimo e un po’ “sporco”, dell’ Hard Rock fine anni ‘80 di cui Slash è diventato un’icona.

I musicisti con cui ha scelto di formare questa band hanno tutti grande esperienza (eccetto forse Rod Jackson, il cantante, che proviene da una band di provincia (i Rag Doll) della zona di Richmond in Virginia).

Keri Kelli prima di entrare a far parte degli Snakepit come chitarra ritmica suonava nei Dad’s Porno Mag, ma è certamente meglio conosciuto per aver suonato nei Ratt e nei Warrant; Johnny G suonava il basso nella precedente band di Slash, i Blues Ball; anche Matt Laugh ha suonato la batteria con i Blues Ball, oltre che con Alice Cooper, i Corrs, Alanis Morissette, i New Radicals, Beth Hart e South Park; Teddy Zigzag Andreadis, infine, seguiva i Guns’n'Roses in tour suonando le tastiere, l’armonica e quant’altro servisse.

Fra i brani più belli di Ain’t Life Grand ci sono Been There Lately, Mean Bone e Serial Killer. Il primo è un rock’n'roll sparatissimo e potente, il secondo è groove puro con una linea vocale incredibile (bravo Rod), il terzo è un pezzo piuttosto strano che non piace al primo ascolto, si potrebbe dire che armonicamente potrebbe essere un blues anni ‘40 (come d’altronde la bellissima title-track Ain’t Life Grand).

La ballad Back to the Moment è veramente noiosa invece, quasi a voler dire che in quest’album non c’è spazio per nulla che non sia potente, veloce e cattivo.