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Guns 'n' Roses___Appetite for Destruction___1987

Poca buona musica, molto buon marketing.

Ho sentito non poche persone parlare di Appetite for Destruction dei Guns’n'Roses come di un album mitico, addirittura uno dei migliori della storia del rock, pietra miliare dell’hard rock e via discorrendo.

Non posso essere d’accordo, ed ecco perché: innanzi tutto non considero i Guns’n'Roses un gruppo valido dal punto di vista tecnico (eccezion fatta per Slash che, pur non essendo un mostro di tecnica, suona decisamente bene); piuttosto li considero una band che ha conquistato la popolarità più grazie agli eccessi dei suoi componenti che alla qualità dei propri album e delle proprie esibizioni. La scarsa preparazione tecnica in un gruppo di street rock potrebbe anche starci, a patto però che detto vizio sia compensato da altre virtù - originalità, fantasia, bellezza dei pezzi - che tuttavia nei Guns non ci sono mai state.

L’imprecisione della sezione ritmica è mostruosa, mentre la voce di Axln Rose è ai limiti del sopportabile; su questa mediocrità spiccano i bei fraseggi di Slash che impreziosiscono a tal punto l’album da rendere alcuni pezzi addirittura belli (Paradise City; Mr. Brownstone; Rocket Queen), nonostante basso batteria e voce facciano del loro meglio per rovinare tutto.

Come è possibile allora che il miglior album di un gruppo sostanzialmente mediocre abbia scalato le classifiche di tutto il mondo vendendo milioni di copie?

Sicuramente grazie alla massiccia campagna di marketing che ha preceduto ed accompagnato l’uscita di quest’album ed alla costruzione di un immagine che rappresentava un’ icona in quel periodo, l’immagine di ragazzacci di strada grazie alla quale i Guns’n'Roses sono diventati gli idoli di milioni di teen-agers e della quale alla fine sono essi stessi rimasti vittime.