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Blind Guardian in concerto

I BLIND GUARDIAN approdano mercoledì 9 ottobre al Tenax di Firenze (supporter Stormhammer, inizio concerti ore 20 – ingresso €20 – promoter Le Nozze di Figaro) per la presentazione dell’ultimo album A Night At The Opera, ultima tappa di un percorso artistico all’insegna dell’eclettismo, fatto di metallo pesante ma anche di arrangiamenti orchestrali.

Una massiccia dose di Power Metal, con un pizzico di musica guarnita da testi ispirati alla letteratura fantasy.
E’ questa la ricetta vincente dei BLIND GUARDIAN, quattro ragazzi che con il loro stile inconfondibile hanno conquistato un posto di primo piano nel firmamento metal mondiale, rappresentano una tra le più valide espressioni della scena musicale tedesca.

Un’ascesa, quella della formazione tedesca in vita dal 1986, che non ha paragoni. Hansi Kürsch (voce), André Olbrich (chitarre), Marcus Siepen (chitarre) e Thomen Stauch (percussioni) sono riusciti a scalare le vette del metal in un arco di tempo incredibilmente breve, trasformando una garage-band in una della formazioni più famose di Germania. E senza alcun cambio nella line-up.

Le ragioni di questo successo sono diverse: innanzitutto la potenza della loro dirompente musica, già presente nei primi due demo, “Symphonies Of Doom” (1986) e “Battalions Of Fear” (1987) pubblicati con il primo nome di Lucifer’s Heritage. I dischi attirano subito l’attenzione dell’industria discografica e i BLIND GUARDIAN firmano il loro primo contratto con la label No Remorse Records. I tempi sono giusti per l’album di debutto Battalions of Fear, prodotto da Kalle Trapp (Uraiah Heep, Saxon…) e pubblicato nel 1988: un disco che fonde gli elementi classici dell’heavy con le sonorità del power metal e che si impone in poche settimane nel circuito più underground, con migliaia di copie vendute.
Il secondo album porta il titolo di Follow the Blind e segna l’approccio del gruppo verso un nuovo sound, con imponenti arrangiamenti orchestrali. Il disco staziona per lungo tempo nelle classifiche giapponesi e avvicina la band tedesca all’industria discografica del Lontano Oriente. I mesi che seguono sono una marcia trionfale nei territori del metal, culminante nel contratto con la major Virgin. Per i BLIND GUARDIAN si aprono nuovi orizzonti. Prende forma quindi il terzo album Tales From The Twilight World, proiettato verso atmosfere epiche e intens (oltre 30.000 copie solo in Germania). L’originale intreccio tra atmosfere orchestrali e power metal diventa il sound che contraddistingue la band, e getta le basi del seguente “Somewhere Far Beyond”, quarto album in studio dei BLIND GUARDIAN, con oltre 130.000 copie vendute (e senza edizioni americane). La formazione presenta la quarta tournée giapponese, nel corso della quale registra l’album live “Tokyo Sales” (evidente il riferimento al mitico Tokyo Tapes degli Scorpions), un disco che mostra la grande maturità del gruppo.

L’album seguente è Imaginations From The Other Side, registrato al Copenhagen Sweet Silence Studio nel 1994 con la supervisione di Flemming Rasmussen, (già al fianco di Metallica in “Ride The Lightning” e in “Master of Puppets”). Il disco rappresenta una perfetta sintesi di velocità e potenza, con una monumentale sezione orchestrale e vaghe atmosfere rinascimentali. Nel tour che segue, i BLIND GUARDIAN suonano anche in Tailandia e Giappone, dove li attendono folle di 10.000 persone a spettacolo. Nei mesi seguenti il quartetto pubblica Forgotten Tales, collection contenente cover e versioni acustiche dei loro maggiori successi. Ascoltando le canzoni di questo lavoro appare evidente il grande livello raggiunto dai quattro musicisti.

L’evoluzione porta a Nightfall In The Middle-Earth, l’album del 1998, perfetto ritratto del percorso artistico della band, segnato da voluminose orchestrazioni e dirompente power metal, a cui fa seguito un tour che tocca anche il Sud-America
Nessun dubbio quindi che A Night At The Opera, il nuovo album dei BLIND GUARDIAN registrato, a differenza del passato, con il contributo di un bassista, segni la nuova tappa di un percorso che può riservare ancora grandi sorprese: “Ci piace concepire la musica come un territorio di sperimentazione” – ha spiegato Kürsch prima ancora di dare inizio alle registrazioni. In sintonia con il loro motto “anything goes”, Hansi, André, Marcus e Thomen non hanno timore di cimentarsi in tecniche tipiche di altri generi musicali, come ad esempio accordatura “lenta” delle chitarre, che da qualche anno segna molte produzioni new metal. Come dice Olbrich: “Finora eravamo abituati a lottare con le frequenze delle nostra chitarre, spesso sovrapposte alla voce di Hansi. Ma se allentiamo l’accordatura di un pelo le voci diventano chiare e limpide… insomma, perché non dovremmo usare questo trucco?”
Come già detto, per i BLIND GUARDIAN nessuna idea che contribuisce al progresso artistico dei musicisti è preclusa: l’approccio tradizionale allo strumento, per loro, ha un senso solo se affiancato all’innovazione. “Punishment Divine” ad esempio parte con un riff di chitarra culminante in un virtuosismo che sfocia nel caos… Non meno originale “Battlefield, con cori che ricordano Beatles e Queen….
Con questo perfetto bouquet di canzoni, i quattro tedeschi si confermano una delle più innovative e importanti formazioni del Progressive e del Power Metal. I BLIND GUARDIAN rappresentano il perfetto equilibrio tra l’integrità e la creatività artistica, lontani mille miglia da qualsiasi condizionamento esterno.