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Il mercato inglese ringrazia Dido e Robbie Williams

Cresce il mercato inglese.

Gran Bretagna sugli scudi: non proprio come la Francia, ma quasi. Come i risultati trimestrali dell’ultimo scorcio dell’anno avevano preannunciato, il 2001 si è chiuso per l’industria discografica inglese con i migliori risultati di sempre, in valore assoluto, e con un ulteriore balzo in avanti del fatturato (+ 5,3 %) tanto più significativo se rapportato alla situazione stagnante o disastrosa, secondo i casi, di quasi tutti i principali mercato mondiali.

Il ruolo di salvatrice della patria spetta soprattutto a Dido, il cui “No angel”, oltre a collezionare riconoscimenti in tutta Europa ha raccolto vendite superiori ai 2 milioni di copie in Inghilterra: l’eterea cantautrice, scortata da Robbie Williams, guida un drappello di gruppi e solisti che hanno tenuto alta la bandiera nazionale aggiudicandosi i primi sette posti tra gli album più venduti dell’anno.

In un mercato tradizionalmente votato ai singoli,le vendite milionarie di Shaggy e delle debuttanti pop star Hear’Say non sono bastate invece a frenare l’ulteriore flessione del supporto. Per la prima volta, informa l’organizzazione di categoria BPI (British Phonographic Industry), il contributo dei CD singoli al fatturato industriale è stato inferiore al 10 % dell’industria britannica.
Sembrano lontani gli anni ’80, quando le vendite dei mix e dei 45 giri assorbivano stabilmente oltre il 20 % del giro d’affari delle case discografiche inglesi (il picco storico risale al 1984, uno degli anni d’oro del techno pop britannico, con il 23,9 %): ora a farla da padrone sono tornate evidentemente le compilation.

Fonte: rockol.it

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