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Osanna: Naples in the world

La storica band del progressive all’ombra del Vesuvio festeggia il trentennale con una tripla iniziativa: un nuovo album, un libro dedicato alla “storia” del gruppo, un sito Internet. Lirismo ed energia si sprecano nel nuovo CD che segna davvero un grande ritorno.

Il rock degli Osanna ha 30 anni (e più). La storica band del progressive all’ombra del Vesuvio ha festeggiato il trentennale con una tripla iniziativa a cura delle Edizioni Afrakà: un nuovo CD (“Taka Boom”), un libro dedicato alla “storia” del gruppo partenopeo (a cura del giornalista Carmine Aymone), un sito Internet. Il ritorno degli Osanna senz’altro farà piacere ai tanti estimatori dell’epoca oggi quarantenni/cinquantenni, ma anche ai più giovani che avranno modo di riscoprire nella loro musica le radici dell’attuale rock napoletano.

Il sottotitolo del libro di Aymone, “Naples in the world”, racchiude un pò la filosofia di questo straordinario gruppo che animò la scena musicale degli anni ’70, contribuendo - con complessi come le Orme, la PFM, il Banco - a creare quel filone musicale di “rock progressivo all’italiana” che ancora oggi mantiene intatta la carica energica, vitalità, originalità.

“Napoli nel mondo”: gli Osanna sono sempre stati profondamente napoletani con un sound che ha Partenope nel sangue. Ma, allo stesso tempo, Napoli è sempre stata stretta ai componenti del gruppo che hanno spesso cercato ispirazioni, connubi, contaminazioni altrove, a Londra come negli States. Il libro, ricco di interviste e fotografie è, con piglio cronachistico, un accurato tuffo nel passato.

Emerge come gli Osanna sin dall’inizio, nei raduni rock dell’epoca (da Caracalla a Viareggio) aggredissero la scena, con una presenza forte. Rock istrionico, i volti dipinti e le lunghe tuniche; come dei “Pulcinella rock” a ricordare radici culturali e musicali, che nascevano nei vicoli, dai suoni che erano nell’aria, che facevano parte del proprio Dna. La napoletanità poi esplodeva, si fondeva con altri suoni anch’essi nell’etere, d’importazione, e che si sposavano magicamente con il dialetto, con il folk. Tarantella e rock: nacque una musica con tricche ballacche, sceta vajasse e putipù che facevano da tappeto ritmico alle chitarre elettriche, con mix di London, Los Angeles e Naples.

Gli Osanna hanno sempre curato la spettacolarità, la teatralizzazione della musica. A partire dal primo CD “L’uomo” del 1971, a “Palepoli” che fu più di un concept album ma una vera e propria opera rock che narrava le vicissitudini di un viaggio di andata e ritorno dell’uomo nel suo passato (una suite musicale originale sin dalla innovativa copertina-collage del fotografo Umberto Tedesco, recentemente scomparso). Tra le novità la collaborazione con Luis Enriquez Bacalov che porterà all’album “Preludio, Tema, Variazioni e Canzona” (sulla scia del “Concerto Grosso” dei New Trolls e del successivo “Contaminazioni” del Rovescio della Medaglia); eppoi un tour con i Genesis. Quattro album (oltre quelli citati c’è “Landscape of Life”) poi il gruppo si scioglierà.

Sì, Napoli stava proprio stretta al gruppo ed i componenti daranno vita a nuove band e diversificate esperienze anche all’estero (Uno, Città Frontale, ecc.). Sul finire degli anni Settanta si ritroveranno per il loro quinto album “Suddance”, poi l’uscita definitiva di scena come Osanna.
Venti anni dopo la battuta d’arresto ricordano quella magica stagione, perché come dice lo scrittore napoletano Peppe Lanzetta in una sua testimonianza per il libro di Aymone, “i miti non muoiono mai”. Danilo Rustici e Lino Vairetti (spina dorsale degli Osanna sin dalla prima ora, autori di quasi tutti i brani) con Enzo Petrone (che si unì nel 1978), ci riprovano unendosi a Gennaro Barba, Gigi Borgogno, Vito Ranucci, Luca Urciuolo.

Con il CD “Taka Boom” si fornisce una rilettura, con nuove interpretazioni ed aggiornati arrangiamenti di alcuni dei brani più significativi dei loro cinque album e si prevede una traccia multimediale (con foto, testi, biografia, discografia, news ed il video del brano di apertura “L’uomo”). E’ un disco che alterna i toni, che sa essere acustico ed elettrico, verace e sanguigno, napoletano ed anglofono; c’è la voglia di sempre di sperimentare nuovi linguaggi e contaminazioni, e l’esempio viene proprio dal brano “L’uomo” che viene stravolto in chiave hip hop. Vi sono anche due inediti, “Colpi di tosse” (davvero sanguigna, con la partecipazione di Enzo Avitabile, che ha sapientemente innestato nel brano, in chiave soul, la sua “Tropp”). L’altro inedito è una spumeggiante “Taka boom” - nuova anche nel testo che si richiama al moderno linguaggio multimediale - che sembra adatta a conquistare i fans più giovani.

Lirismo ed energia si sprecano in questo nuovo CD che segna davvero un grande ritorno. Ma c’è da scommettere che Napoli continuerà a restare stretta al gruppo. Ed è forse anche per questo che hanno deciso di varare un loro sito Internet, finestra sul mondo.

Gaetano Menna